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Il 15 luglio 1997 Gianni Versace veniva ucciso a Miami dal killer Cunanan

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Roma, 15 lug – Il 15 luglio 1997 lo stilista Gianni Versace veniva freddato da due colpi di pistola esplosi dal killer Andrew Cunanan.

Il 15 luglio 1997 Gianni Versace veniva ucciso a Miami dal killer Cunanan

La mattina del 15 luglio 1997, Versace venne assassinato con due colpi di pistola sugli scalini della propria abitazione a Miami Beach. I primi a soccorrerlo furono il suo compagno, Antonio D’Amico, e l’amico Lázaro Quintana. Venne trasferito al Jackson Memorial Hospital di Miami e poco dopo dichiarato morto. Dell’assassinio fu incolpato Andrew Cunanan, un tossicodipendente, dedito alla prostituzione omosessuale, sospettato di aver assassinato in precedenza altre persone, e per questo da tempo ricercato.

“L’Italia e il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo”

Di Gianni Versace, l’amico Franco Zeffirelli ha detto «Con la morte di Versace l’Italia ed il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività.» Il testamento di Gianni Versace è stato pubblicato in esclusiva mondiale nel 1997 dal giornalista e scrittore Giancarlo Padula. La prima commemorazione funebre si tenne a Miami, il 18 luglio 1997 presso la chiesa di St. Patrick. La seconda commemorazione funebre, si svolse il pomeriggio del 22 luglio 1997 nel Duomo di Milano e fu presieduto da monsignor Angelo Majo, arciprete della cattedrale. Vi presero parte, tra gli altri, la principessa Diana, Elton John, Sting e Naomi Campbell. Elton John e Sting cantarono insieme The Lord is my Shepherd durante la celebrazione. Il corpo di Gianni Versace fu cremato a Miami e l’urna con le sue ceneri venne deposta nella tomba di famiglia, nella villa sul Lago di Como; in seguito venne spostata nel cimitero di Moltrasio quando la villa fu venduta.

Gli omaggi 

A dicembre del 1997 venne inaugurata al Metropolitan Museum of Art di New York l’esposizione Gianni Versace (11 dicembre 1997 – 22 marzo 1998). L’esposizione, curata da Richard Martin, fu la prima retrospettiva dedicata alla carriera dello stilista dopo la sua morte, con l’esposizione di 50 abiti tratti dalle sue collezioni e dalle sue collaborazioni teatrali. Alla serata inaugurale, a cui parteciparono 2.500 persone, intervennero con testimonianze personali la direttrice di Vogue America Anna Wintour, quella di Vogue Italia Franca Sozzani, lo stilista Karl Lagerfeld e il coreografo Maurice Béjart, i cantanti Elton John, Sting e la moglie Trudie Styler, Cher, le top model Naomi Campbell, Eva Herzigová e Valeria Mazza, l’attore Rupert Everett e i fotografi Richard Avedon, Irving Penn e Bruce Weber che avevano da sempre contribuito con Gianni nella creazione dell’immagine Versace attraverso famose campagne pubblicitarie e libri fotografici.

Nel giugno del 1998 venne inaugurata in Italia, a Como, la mostra Gianni Versace. La reinvenzione della materia, mostra divisa in due sedi separate, Villa Olmo e la Fondazione Ratti. Nella prima sede, Villa Olmo, vennero esposti 120 abiti di tutta la carriera dello stilista, esposti in un percorso espositivo che raggruppava le creazioni in modo tematico e non cronologico; mentre nella seconda sede, La Fondazione Ratti, vennero esposti, sempre in un percorso diviso per temi, alcuni dei materiali e dei tessuti che lo stilista utilizzò per le sue creazioni, qui affiancati dalle immagini delle campagne pubblicitarie e dei cataloghi degli abiti poi realizzati. La mostra venne ripetuta al Museum of Modern Art di Miami nel 1999.

I Versace Awards

Il canale musicale VH1, nel 1998, creò il premio Versace Awards in onore e alla memoria dello stilista, da essere assegnato durante i VH1 Fashion Awards alle personalità musicali che avevano fatto dell’immagine e del costume una componente fondamentale della propria carriera. La prima a ricevere il premio fu Madonna nel 1998.  Jennifer Lopez vinse il premio nel 2000. Il 9 giugno 2004 Elton John dedicò a Versace un concerto organizzato allo Stadio di Reggio. Il concerto venne trasmesso da Rai Due e Rai International con la regia di Gianni Boncompagni.

 

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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