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“In biologia esistono due sessi”: la conferenza salta perché “offende i trans”

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Roma, 13 lug – Marie-Luise Vollbrecht è una biologa e dottoranda all’Università Humboldt di Berlino. Nell’ambito della “Notte delle Scienze” dell’ateneo, voleva tenere una conferenza su un assunto incontrovertibile. Il tiolo per l’incontro era, infatti,  “Perché in biologia ci sono due sessi”. Incontro che, però, è saltato. Ad opporsi è stato il Gruppo di lavoro dei giuristi critici (Akj), il quale  ha indetto una protesta.

“In biologia esistono due sessi”: la conferenza salta perché “offende i trans”

L’affermazione che in biologia esistano solo due sessi per loro sarebbe infatti “non scientifica” oltre che “disumana e ostile nei confronti delle persone queer e trans”. L’Università Humboldt non solo non ha difeso Marie-Luise ma ha cancellato la lezione per “motivi di sicurezza”. Gli attivisti queer hanno dunque avuto la loro vittoria. La Vollbrecht è uno dei cinque autori che, alla fine di maggio, hanno scritto un appello per denunciare l’unilateralità dell’informazione pubblica sul tema della transessualità e per chiedere di “abbandonare l’approccio ideologico al tema della transessualità e di presentare i fatti biologici in base allo stato della ricerca e della scienza”.

L’appello della biologa

L’appello è stato firmato da oltre 100 scienziati dei settori della medicina, della biologia e delle scienze sociali, nonché da psicologi e psicoterapeuti. La Vollbrecht non è solo una biologa ma, secondo la sua stessa definizione, anche “molto di sinistra” e femminista. In una intervista rilasciata ad Autonomie-Magazin ha risposto alla domanda: “Perché il fatto che esistano due sessi in biologia è rilevante?” in questo modo: “E perché è rilevante che la Terra non sia piatta? Perché l’ideologia non ha posto nella scienza. Perché è fondamentale per la ricerca medica. Perché è necessario rendere visibile il soggetto politico donne, che da appena un secolo vengono considerate esseri umani uguali agli uomini dal punto di vista giuridico, e in molte parti del mondo neanche questo è ancora vero”. E continua: “Se una donna si ribella a questa ideologia, sia perché non crede che gli uomini possano diventare donne con un mero atto linguistico, sia perché insiste nel praticare una militanza centrata sull’essere donna, allora, secondo la concezione femminista queer, è contro il senso di umanità. Il rifiuto del dogma del femminismo queer è la giustificazione morale per una caccia alle streghe”.

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Luciano Guido, classe 1982. Appassionato sin da piccolo di fumetti, film e scrittura. Ama lo sport ed è particolarmente affezionato alla zona del litorale sud della Capitale

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