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Piazza Fiume, sgomberato accampamento abusivo dalla tomba di un bimbo prodigio di 2mila anni fa

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Roma, 11 lug – Piazza Fiume, sgomberato accampamento abusivo dalla tomba di un bimbo prodigio di 2mila anni fa. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione Roma via Vittorio Veneto, con la collaborazione del personale della sovrintendenza capitolina, ha permesso di sgomberare l’area, che è quella del monumento sepolcrale di Quinto Sulpicio Massimo.

Piazza Fiume, sgomberato accampamento abusivo dalla tomba di un bimbo prodigio di 2mila anni fa

Nel sito sono stati identificati 6 cittadini somali, cinque dei quali con regolare permesso di soggiorno e uno invece risultato irregolare sul territorio nazionale. Dopo aver scavalcato la recinzione che delimita l’area, avevano allestito i loro giacigli di fortuna sul sito archeologico. L’area è stata sgomberata; grazie all’intervento del personale dell’Ama, ora è stata bonificata e messa in sicurezza. L’attività rientra nell’ambito di un più ampio piano strategico pianificato dal comando provinciale dei carabinieri di Roma per contrastare situazioni di degrado, abusivismo e illegalità, in linea con l’azione fortemente voluta dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi in seno al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il sito archeologico è addossato alla Porta Salaria; sul finire del XIX secolo, venne rinvenuto questi monumento collocato tra via Piave e via Sulpicio Massimo. Si tratta di un’edicola in travertino, l’originale è conservata nei musei capitolini, che raffigura un bambino. “Due lunghe iscrizioni in latino e in greco ricordano che la tomba fu costruita da Quinto Euganeo e da Licinia Ianuaria per il figlio Quinto Sulpicio Massimo, morto a soli 11 anni. Il bambino prodigio nel 94 d.C. – si legge sul sito della Sovrintendenza capitolina – aveva partecipato brillantemente al terzo agone capitolino, concorso estemporaneo di poesia greca, gareggiando con cinquantadue poeti e incantando la platea con la sua bravura e le sue composizioni”. Venuto a mancare poco dopo l’agone, quasi 2mila anni fa i suoi genitori deciso di dedicargli il monumento.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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