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Simone Di Stefano (Exit): “Così stiamo andando verso una società della sorveglianza”

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Roma, 29 giu. – Simone Di Stefano (Exit): “Così stiamo andando verso una società della sorveglianza”. Un intervento del leader di Exit, ieri martedì 28 giugno che si è tenuto presso il Caffè Letterario Horaefelix un incontro con il giornalista  Matteo Brandi ed Emanuele Mastrangelo (Pro Italia) sul controllo digitale e la società di sorveglianza.

Simone Di Stefano (Exit): “Così stiamo andando verso una società della sorveglianza”

Secondo Emanuele Mastrangelo andare verso “una deriva del controllo digitale è la nuova normalità, è un controllo obliquo, c’è chi parla di complotto e di una serie di giustificazioni. Una deriva classista, c’è un problema di distinzioni inerente alla ‘società del controllo’ con telecamere applicate con ogni scusa, tra cui i cassonetti intelligenti, una scheda elettronica per buttare la spazzatura e maggiori telecamere per vedere chi rispetta le regole …da qui è poco il passo verso un microchip sottopelle per tutti” sembra di vivere nella serie ‘Balck Mirror’, un mondo futuro in cui si è completamente controllati.

Per il giornalista Matteo Brandi: “Bisogna analizzare come culturalmente siano riusciti ad inoculare questa idea di mondo nelle persone, è interessante studiarla per combatterla, prima di chiederci che tipo di società vogliono costruire, si vive in uno stato catatonico, che tipo di cittadini stanno costruendo? crede letteralmente in qualcosa che fino a poco tempo fa veniva considerato marcio. Una propaganda costante che ha plagiato le persone con valori come l’ipocondria, il conformismo fanatico.. sui social è stato unito il peggio dei due mondi, l’individualismo unito al peggio del collettivismo… il peggio che ne viene fuori è che sono le persone stesse a diventare ‘microspie’ controllando il prossimo nella paura che qualcuna agisca diversamente da se stessi”.

L’intervento di Di Stefano

Di Stefano sostiene che: “La Costituzione è un’arma a doppio taglio, non è servita a difenderci dall’imposizione del green pass, dalla vaccinazione e le multe per i trasgressori, la Costituzione non è la salvezza, Exit prevede l’inserimento nella Costituzione di una regola fondamentale: il cittadino non può essere controllato, non può essere soggetto a restrizioni digitali usate come un cappio al collo …il discorso culturale deve viaggiare parallelamente a quello politico …non può funzionare un discorso che in casi di emergenza annichilisco la popolazione. Il controllo digitale rimane uno dei punti centrali, all’interno del movimento di Exit abbiamo dato una forte importanza a questo tema, la libertà di non essere tracciato …va scardinato questo meccanismo mentale. Personalmente ho rinunciato ad uno Stato etico ovvero educatore del cittadino …stiamo andando verso una dittatura digitale”.

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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