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Turismo, albergatori in rivolta: “Basta col reddito di cittadinanza, servono lavoratori”

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Roma, 15 mag – I dati del turismo sono ottimistici, mancano ancora tanti lavoratori da impiegare nel settore. Questo il quadro che emerge, a Parma, all’assemblea degli albergatori italiani alla presenza del ministro Massimo Garavaglia. “Questi anni hanno messo in risalto quanto importante sia per la nostra attività poter contare su collaboratori validi, professionalmente competenti e motivati. – dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca -. Purtroppo, ai tradizionali problemi di reperimento della manodopera si aggiunge oggi un fenomeno di allontanamento del personale dal nostro settore”. E poi l’affondo sul reddito di cittadinanza: “È arrivato il momento di far ricominciare lavorare queste persone”.

Turismo, albergatori in rivolta: “Basta col reddito di cittadinanza, servono lavoratori”

“Si tratta – dice Bocca – di un fenomeno riscontrato anche negli altri paesi europei e nelle principali economie turistiche. Il lungo periodo di stasi, legato agli avvenimenti degli ultimi anni, ha spinto non solo i collaboratori con contratto a termine, ma anche quelli con contratto a tempo indeterminato, tutelati dagli ammortizzatori sociali, a guardarsi intorno alla ricerca di un’altra occupazione”. “Molti l’hanno trovata nel pubblico impiego, altri in altri settori, altri ancora sono ancora alla ricerca. Si tratta di una situazione che ci preoccupa perché il deflusso di professionalità spesso a lungo formate dalle nostre imprese rischia di dissanguare il settore, di privarlo della linfa che può assicurare il rilancio delle nostre attività”.

Bonaccini: “Serve una regolamentazione del flusso di migranti”

“Serve – spiega sul tema il Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini – una regolamentazione del flusso di migranti, è inutile che qualcuno continua a innalzare muri oggi nel turismo, nella ristorazione, negli alberghi, nell’agricoltura e nel welfare del badanti c’è bisogno di un numero di lavoratori e lavoratrici che non ci sono nel nostro Paese e che possono arrivare anche dare fuori. Bisogna garantire meno burocrazia e bisogna che l’Italia lavori sull’attrattività dei talenti e per trovare il lavoro prima possibile per chi si laurea”. “C’è poi un problema di stipendi, bisogna pagarli meglio – dice il Governatore – e poi dobbiamo fare in modo che i ragazzi tornino o non se ne vadano. E ancora un problema di avanzamento di carriera, non solo nella ristorazione. È innegabile che su alcuni tipi di lavori a parità di mansione e professioni spesso i ragazzi all’estero trovino condizioni di lavoro molto più vantaggiose”.

“Non dico che rdc va cancellato, però …”

E sul reddito di cittadinanza, è intervenuto anche Bonaccini: “Non sono uno di quelli che dice il reddito di cittadinanza vada cancellato, in tutti i Paesi europei c’è uno strumento di assegno per un periodo della propria vita a chi è nella disperazione. Il punto è che questo reddito, che io non voglio togliere ma vorrei vedere modificato, deve migliorare (e di parecchio!) laddove ha svolto poco una delle priorità che si era dato”. “È giusto che consegni un sussidio a chi è nella disperazione – spiega – ma la politica e le istituzioni il primo obiettivo che dovrebbero avere è di togliere quell’assegno quanto prima per sostituirlo con un posto di lavoro sicuro. Ecco da questo punto di vista non siamo andati in quella direzione, quindi cerchiamo di migliorarlo e di correggerlo il più possibile per trasformare quell’assegno in un lavoro che credo, mi permetto di dire, che dia anche più dignità alle persone e alle loro famiglie”.

I dati di Garavaglia

“I dati in nostro possesso ci fanno essere ottimisti per la stagione estiva perché abbiamo il ritorno di parte del turismo straniero anche nelle città d’arte, soprattutto americano, ma il dato più importante è quello degli italiani. Gli italiani fanno vacanze e restano in Italia. Questo è un motivo per noi di vanto e orgoglio”, continua Bocca. Per frenare l’agguerrita concorrenza dei paesi stranieri rivali, secondo il numero uno degli albergatori, è necessario chiedere al ministro Garavaglia di fare “una politica nazionale del turismo”. “Ma quest’anno – ha precisato – dobbiamo fare a meno di altri mercati internazionali: non solo la Russia, ma tutto il Far East, cioè Cina, Taiwan, Corea, Giappone che sono totalmente assenti. Speriamo di compensare questa assenza con più americani ma soprattutto più italiani. L’Italia è il primo mercato”.

Ida Cesaretti

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