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Va al pronto soccorso per dei dolori allo stomaco, lo rimandano a casa e muore di infarto. Aperto il processo al medico

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Roma, 11 mag. – Va al pronto soccorso per dei dolori allo stomaco, lo rimandano a casa e muore di infarto. Aperto il processo al medico. Giuseppe Mura, un 53enne di Primavalle, si era recato presso il pronto soccorso del Cristo Re accusando dei dolori allo stomaco, il medico lo rimandò a casa e dopo 6 ore di agonia è morto di infarto.

Va al pronto soccorso per dei dolori allo stomaco, lo rimandano a casa e muore di infarto. Aperto il processo al medico

Era il 25 novembre del 2019 quando l’operaio si era recato presso il Cristo Re. Erano tre giorni che l’uomo soffriva di dolori allo stomaco, pensando fosse una gastrite, aveva assunto dei farmaci gastroprotettori. Non avendo effetto e preoccupato per la sua salute aveva deciso di presentarsi presso il pronto soccorso. Troppo superficiale la visita, lo avevano dimesso quasi immediatamente con l’unica raccomandazione di continuare a prendere farmaci contro il reflusso gastrico e di stare attento all’alimentazione. Giuseppe Mura però non aveva problemi gastrointestinali, aveva un infarto acuto. Dopo 6 ore dal suo rientro a casa è deceduto. Come riporta Il Messaggero, il p.m. Vincenzo Barba ha ritenuto che una diagnosi tempestiva della malattia e con un trattamento farmacologico adeguato, l’uomo sarebbe potuto sopravvivere.

Il processo al medico

Il medico che quel fatidico giorno visitò il 53enne è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Dalla cartella clinica dell’uomo si apprende che l’infarto era stato scambiato per un epigastralgia, un dolore che interessa la parte alta dell’addome. Mura era entrato in ospedale alle 22.50, dopo una lunga attesa è stato dimesso alle 23.47. Il Messaggero riporta la diagnosi che è stata effettuata all’uomo:” Dolore addominale epigastrico, si consiglia Pantorc a digiuno per un mese, da assumere insieme ad altri medicinali antireflusso da prendere per una settimana, Gaviscon Advance in bustine dopo i pasti e prima di coricarsi per sette giorni, e lo sciroppo Peridon trenta minuti prima di pranzo e cena”. A Mura era stato fatto anche un elettrocardiogramma che, secondo gli inquirenti, il medico di turno avrebbe visionato superficialmente seppur “il tracciato era al limite della norma” evidenziava delle anomalie che non sono state prese in considerazione. Inoltre la dottoressa in questione non avrebbe dato troppo peso ai sintomi descritti dal 53enne. Inevitabile dunque l’apertura del processo.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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