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Apriranno i cimiteri per cani e gatti a Roma e nel Lazio: “Assicurare la continuità del rapporto affettivo”

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Roma, 13 apr – Apriranno i cimiteri per cani e gatti a Roma e nel Lazio: “Assicurare la continuità del rapporto affettivo”. Gli animali di grossa taglia, una volta sepolti, non potranno essere esumati prima di 10 anni.

Apriranno i cimiteri per cani e gatti a Roma e nel Lazio: “Assicurare la continuità del rapporto affettivo”

L’iniziativa cui sta lavorando la regione Lazio, attraverso un’apposita proposta di legge. Già nel 2018 era stata presentata, dall’allora capogruppo pentastellata Roberta Lombardi un’apposita proposta di legge. L’anno successivo una richiesta simile è stata formulata dai consiglieri di centrodestra Fabrizio Ghera, Chiara Colosimo e Giuseppe Emanuele Cangemi. Le due proposte sono state recentemente accorpate: l’attuale proposta mira ad assicurare “assicurare la continuità del rapporto affettivo dei proprietari con i loro animali, anche dopo la loro morte” si legge nel dispositivo. E’  prevista dunque l’istituzione di veri e propri cimiteri,  realizzati e gestiti sia da enti pubblici che da privati, una volta che abbiano ottenuto l’autorizzazione del comune e della Asl.

Le ceneri

Le spoglie degli animali possono essere inumate ma è anche previsto, nel caso di incenerimento, che le ceneri possano essere disperse sul terreno o interrate. La legge prevede anche che gli animali possano stare insieme al loro proprietario, se  quest’ultimo ne fa richiesta. Cani  e gatti, una volta cremati, possono “essere tumulati in teca separata” ma “nello stesso loculo del defunto o nella sua tomba di famiglia”.

 Le differenze di ‘taglia’

La legge non si riferisce solo a cani e gatti, ma a “tutti gli animali appartenenti ad una specie abitualmente nutrita e detenuta” quindi anche, come espressamente specificato, a “criceti, uccelli da gabbia e altri piccoli animali”. Per animali di grossa taglia l’esumazione delle spoglie non è consentita prima che siano decorsi 10 anni dal suo trapasso. Se piccoli  devono passarne almeno 5. La proposta di legge dovrà superare il vaglio della commissione sanità e successivamente del consiglio regionale.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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