Home Cultura Roma da scoprire – 5 musei ‘insoliti’ da visitare nel weekend

Roma da scoprire – 5 musei ‘insoliti’ da visitare nel weekend

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Roma, 8 apr – Weekend senza idee o fermi a Roma? RomaLife vi consiglia 5 musei da non perdere, visitabili con pochi soldi e di sicuro impatto.

5 – Museo Nazionale Etrusco
Il Museo Etrusco è ospitato all’interno di Villa Giulia, villa rinascimentale. Anche solo per ammirare la bellezza degli spazi vale bene la visita. Villa Giulia si trova tra il quartiere Flaminio e i Parioli. Costruita tra il 1550 e il 1555 per volere di papa Giulio III nel 1889 è diventata la sede del Museo Etrusco. Al suo interno è custodita una sorprendente collezione di opere e reperti appartenenti alla civiltà etrusca e alcuni capolavori famosi in tutto il mondo come il Sarcofago degli Sposi.

4 – Palazzo Altemps
Palazzo Altemps è una delle 4 sedi del Museo Nazionale Romano, assieme alla Cripta Balbi,   Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo. E’ vicino a Piazza Navona e rappresenta ed è uno degli esempi più belli di architettura rinascimentale a Roma. Al suo interno ospita una collezione di sculture antiche. Nel 1568 fu acquistato dal cardinale austriaco Marco Sittico Altemps che ne fece la residenza del suo casato. La prima collezione di sculture antiche di Palazzo Altemps si deve proprio a lui. Nel 1982 viene acquistato dal Ministero dei Beni Culturali e dopo un attento restauro apre al pubblico come museo.

3 – Centrale Montemartini

E’ una sede distaccata dei Musei Capitolini che si trova nel quartiere Ostiense. La Centrale Montemartini era una centrale termoelettrica inaugurata nel 1912 ed è stato il primo impianto pubblico di produzione elettrica a Roma. La centrale viene dismessa nel 1963 e per circa vent’anni è rimasta in stato di abbandono. Nel 1997, dopo varie opere di ristrutturazione, riapre i battenti: in questa occasione viene organizzata una mostra intitolata Le Macchine e gli Dei che ospita parte della collezione dei Musei Capitolini. Nel 2001, grazie al successo della mostra, venne aperto il museo permanente.

2 – Galleria Spada

Galleria Spada è la sede del museo di pittura barocca. Sono 4 sale con un’esposizione di quadri che presentano ancora oggi l’allestimento originale del XVII secolo.  La collezione è stata creata nel corso del Seicento dai cardinali Bernardino e Fabrizio Spada. Il vero gioiello del museo è l’illusione prospettica del Borromini. Una volta finita la visita, recatevi al giardino segreto, qui troverete uno degli artifici barocchi più famosi e studiati, creato nel 1653 da Francesco Borromini. Il colonnato appare grande e profondo, ma in realtà è piccolo: un prodigio frutto di studi matematici molto approfonditi.

1 – Museo Barracco

Il piccolo (grande) museo di scultura antica Giovanni Barracco fa parte del sistema Musei in Comune di Roma ed è situato nel rione Parione, vicino a Campo de’ Fiori. Raccoglie diverse opere di arte classica e del Vicino Oriente, donate al Comune dal barone Giovanni Barracco nel 1904. Non avendo eredi diretti (non si era mai sposato e non aveva figli), Giovanni Barracco maturò la decisione di donare la sua collezione alla città di Roma. Fu insignito per questo della cittadinanza onoraria di Roma. Gli fu anche messa a disposizione un’area per farne un’adeguata sede museale, in Corso Vittorio Emanuele II,  demolita nel 1938. La collezione fu trasferita presso l’Osteria dell’Orso e successivamente nei magazzini dei Musei Capitolini. Nel 1948 il Museo fu riallestito nel Palazzo della Farnesina ai Baullari a Corso Vittorio Emanuele II, messo appositamente a disposizione dal Comune di Roma. Nel 1899, durante gli scavi volti a consolidarne le fondazioni in occasione di questi lavori, furono scoperte strutture pertinenti ad una casa romana di IV secolo che, al contrario di quanto accadde ad altri analoghi ritrovamenti venuti in luce durante le demolizioni nella zona, furono salvate, ma non sono attualmente visitabili. Vi si riconoscono, a circa quattro metri sotto l’attuale piano stradale, la pavimentazione in marmo bianco di un cortile, la base di una fontana circolare il cui bacino è stato lasciato in situ, due lati di un peristilio con colonne di riuso del I secolo, affreschi di soggetto acquatico e di caccia, tracce di pavimenti in opus sectile in alcuni degli ambienti che davano sul peristilio. La destinazione dell’edificio non è chiara ed è probabilmente mutata nel tempo.

Ilaria Paoletti

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