Home Cronaca Odessa, lo chef italiano non molla: “Domani apro un nuovo ristorante”

Odessa, lo chef italiano non molla: “Domani apro un nuovo ristorante”

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Roma, 17 mar – Roberto Armaroli, è uno chef bolognese che, a Odessa, venerdì vuole aprire la sua Antica Cantina. «Lavoro qui e resto qui. Il nuovo locale? Per dare attimi di serenità a questa gente»

Odessa, lo chef italiano non molla: “Domani apro un nuovo ristorante”

«Io resto qui» dice semplicemente Roberto Armaroli, chef bolognese che vive a Odessa da anni, e che ha già sperimentato la guerra durante gli attacchi del 2014. Nella pregevole cittadina ucraina lo chef ha tre ristoranti, si occupa di consulenze di settore, e adesso è impegnato  nell’apertura della Antica Cantina. E nessuna intenzione di rispondere affermativamente all’invito della Farnesina. «Basta domande, sarei un po’ stufo» ha risposto per quasi due settimane ai giornalisti che lo cercavano.   «Vivo qui, resto qui», taglia corto. Anche se Odessa ora viene bombardata dal mare dall’esercito russo. «Ecco, vedete anche in questo caso, come è difficile cogliere le sfumature dall’Italia – spiega Armaroli -. Ho giusto letto questa mattina i titoli dei giornali nazionali: non siamo bombardati a sud della città, parliamo di cose che succedono ancora a 112 chilometri di distanza».

L’apertura tra 48 ore

Per questo fra circa 48 ore aprirà comunque il suo Antica Cantina: l’inaugurazione è prevista per venerdì. «Perché restare e aprire un altro ristorante? È il mio lavoro, ma lo faccio soprattutto per dare qualche attimo di serenità alla città. Ovvio che non ci sono le condizioni economiche per restare a lungo a lavorare. La sicurezza? Per ora qui ancora c’è. Ma è difficile prevedere cosa abbia in testa quel matto. Potrebbe buttar giù tutto qui o altrove in pochissimo». Quindi? «Quindi vado avanti».

«Il Donbass è in guerra da 7 anni, sappiamo bene quali sono i pericoli»

D’altronde in una intervista al Messaggero, Armaroli aveva già messo in chiaro il suo pensiero:    «Se andrò via dall’Ucraina? – dice – Ma no, siamo abituati a queste situazioni». «Qui non abbiamo la sensazione di stress, così come sta circolando in Europa. E poi non è una novità. Il Donbass è in guerra da 7 anni, sappiamo bene quali sono i pericoli». «La verità è che già la minaccia di un attacco sta creando forti danni al Paese, perché i contratti sono congelati, i turisti stanno cominciando a non venire più. È tutto in stand by. Detto questo, bisogna considerare che le truppe russe sono a 340 chilometri di distanza dal confine. L’Ucraina è due volte e mezzo l’Italia. In più gli ucraini sono avvelenati con i russi. Non è così facile attaccare questo Paese, diceva.

Ilaria Paoletti

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