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Roma, usato per la prima volta il taser: ‘vittima’ un 53enne armato di coltello

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Roma, 15 mar – A Roma usato per la prima volta il taser: ‘vittima’ un 53enne armato di coltello e intento in atti autolesionistici. Le prime pistole elettriche in dotazione e il primo uso ieri nella Capitale.

Roma, usato per la prima volta il taser 

Intorno alle 23.30 di ieri, in via di Santa Rita da Cascia, nel quartiere Tor Bella Monaca, gli agenti di Polizia del VI Distretto Casilino, insieme alle volanti, si sono presentati alla porta di un appartamento per notificare agli inquilini, un uomo e una donna, un cambio di misura detentiva. I due, infatti, dovevano essere trasferiti in carcere secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria per spaccio di droga.

“Vittima” un 53enne

La donna, una ragazza di 24 anni, non ha opposto resistenza: il compagno, invece, classe 1969,  ha impugnato due coltelli, ha minacciato l’autolesionismo e si è anche procurato diversi tagli al collo e al torace. Per evitare il peggio, infine, un agente di Polizia ha utilizzato il taser. Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario del 118, per tutte le cure del caso. A quanto emerge non c’è nessuna conseguenza relativa all’uso della pistola elettrica per l’uomo che, invece, si è trovato costretto ricorrere alle cure dei medici per le ferite che si è inflitto da solo e per le quali è stato trasportato al Policlinico Tor Vergata.

Le proteste della Polizia Locale

Le pistole elettriche sono state assegnate alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, ma non agli agenti di Polizia Locale. Il segretario Milani del sindacato denuncia questa discriminazione:  “Ennesima discriminazione per le Polizie Locali, già costrette ad essere impiegate negli stessi servizi, prive delle tutele assistenziali e previdenziali delle altre forze dell’ordine. A Roma poi, è ormai consuetudine essere impiegati negli sgomberi di appartamenti in quartieri difficili come San Basilio e Tor bella Monaca, su disposizione del Prefetto ed è frustrante per i lavoratori, vedere i colleghi di altre forze operare con caschi, sfollagente ed altri strumenti di protezione individuale e essere invece considerati dalla propria amministrazione e dal governo, lavoratori di serie B. Sarebbe ora che le organizzazioni sindacali tutte, si decidessero a pretendere parità di trattamento” – concludono dal Sindacato.

Luciano Guido

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Luciano Guido, classe 1982. Appassionato sin da piccolo di fumetti, film e scrittura. Ama lo sport ed è particolarmente affezionato alla zona del litorale sud della Capitale

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