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Si ribalta pullmann con 50 profughi ucraini: morta una ragazza

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Roma, 14 mar –  Si ribalta pullmann con 50 profughi ucraini: morta una ragazza. Una ragazza ucraina è l’unica vittima finora confermata dell’incidente avvenuto alle 6 di ieri sulla corsia Sud dell’autostrada A14 all’altezza di Forlì.

Si ribalta pullmann con 50 profughi ucraini: morta una ragazza

Un bus con a bordo 50 persone, tutte di nazionalità ucraina, si è ribaltato. L’incidente, secondo quanto riferiscono fonti dei vigili del fuoco, ha causato un morto un morto e numerosi feriti. I Pullman diretti a sud erano due: uno è uscito dalla carreggiata, ribaltandosi.

Le operazioni di soccorso

Sono state impegnate, nelle operazioni di soccorso, più di 30 persone tra Vigili del Fuoco, uomini della Polizia Stradale e dei soccorsi meccanici e sanitari oltre a due squadre della direzione 3/o Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia che hanno assistito i passeggeri del bus fornendo acqua, cibo e generi di conforto, in attesa dell’arrivo di un mezzo sostitutivo. Sull’autostrada, una volta terminate le operazioni di soccorso, il traffico ha ripreso a scorrere nuovamente su tutte le corsie disponibili.

Draghi annuncia: “Profughi ucraini potranno lavorare in Italia”

“È chiaro che molte regole che ci hanno accompagnato devono essere rilette”, ha detto oggi Draghi, in cui ha ribadito la necessità di rivedere le regole di bilancio dell’Unione Europea. “Ho già detto che queste regole di bilancio sono in generale inadeguate: questa considerazione vale ancora di più oggi”, ha detto Draghi, secondo cui queste regole non tengono conto delle priorità strategiche definite negli ultimi anni dall’Unione Europea. Il presidente del Consiglio, eventuali modifiche saranno discusse durante il vertice informale dei leader europei che prenderà il via domani a Versailles.

Ma dovranno fare vaccino e tampone

Il presidente del Consiglio ha dichiarato che i profughi ucraini si troveranno in Italia per mesi e forse di più, e avranno la possibilità di lavorare in Italia, specificando che chi entra in Italia accetta di ricevere il vaccino o di effettuare il tampone. “Sul fronte sanitario, tutti i rifugiati che arrivano o accettano di farsi un tampone ogni 48 ore, oppure accettano di vaccinarsi. Le mascherine sono distribuite sistematicamente nei posti dove queste vaccinazioni avvengono. Il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato la Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario che, nell’ambito del meccanismo europeo di protezione civile, provvederà alla ricognizione dei posti letto disponibili e all’organizzazione del trasferimento dei pazienti. Inoltre, i cittadini ucraini ospitati nei centri di prima accoglienza dispongono di servizi di assistenza sanitaria, sociale e psicologica, orientamento legale, orientamento al territorio e corsi di lingua italiana. Nei centri della rete del Sistema di Accoglienza e Integrazione sono previsti anche servizi finalizzati all’integrazione, quali la formazione e la riqualificazione professionale, nonché l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale”.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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