Home Approfondimento Buon compleanno Gabriele D’Annunzio! Ecco 4 posti per ‘festeggiarlo’ a Roma

Buon compleanno Gabriele D’Annunzio! Ecco 4 posti per ‘festeggiarlo’ a Roma

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Roma, 12 mar – Buon compleanno Gabriele D’Annunzio! Una vita indissolubilmente legata a Roma. Il 12 marzo del del 1863 nasceva a Pescara il Vate della poesia italiana. Una vita avventurosa, sfaccettata che, però, è strettamente legata alla nostra città.

Buon compleanno Gabriele D’Annunzio! Ecco 4 posti per ‘festeggiarlo’ a Roma

4 Palazzo Altemps

Sulle porte color verde penicillina s’intrecciano le iniziali Gabriele D’Annunzio e la sua sposa Maria Hardouin duchessa di Gallese, della famiglia Altemps. Lui 20 anni, lei 19. Era il suo precettore, scoccò la passione, malvista dal padre di lei. Incontri notturni a Palazzo Altemps, poi la relazione dichiarata con i versi dell’Immaginifico. «Or così fu; pe ‘l bosco andavamo. Sottile / ella era e tutta bionda; su la nuca infantile / due ciocche avean que’ caldi luccicori vermigli…», scrisse in «Peccato di maggio». Matrimonio a luglio 1883 nella cappella del Palazzo. Nel 1890 Gabriele e Maria si separarono. Ma non divorziarono mai. Avevano tre figli. Ora Palazzo Altemps, una delle sedi del Museo Nazionale Romano, apre al pubblico appunto l’appartamento di D’Annunzio, al piano nobile, ingresso dalla loggia interamente affrescata. Cinque sale coi soffitti a cassettoni, trompe l’oeil, stucchi, statue sui sovraporta.

3 Antico Caffé Greco

D’Annunzio trascorre a Roma gli anni giovanili della sua formazione, tra il 1881 e il 1891. Il poeta frequenta con una certa assiduità l’Antico Caffè Greco. Come non ricordare la presentazione della sua opera “Isaotta , Guttadauro e altre poesie” del 1886, illustrato con ventidue tavole di disegnatori che erano strenui frequentatori del Caffè Greco, tra i quali ricordiamo: Enrico Coleman, Giuseppe Cellini, Vincenzo Cabianca, Onorato Carlandi e altri. In quel periodo viene collocata la realizzazione della testina con il volto di D’Annunzio, un altorilievo in gesso esposto nella mitica sala Omnibus, e il papillon tricolore con la firma autografa del poeta messo in mostra nella sala Gubinelli. Sempre nello stesso periodo Gabriele D’Annunzio si unì agli artisti del movimento “In Arte Libertas”, un movimento che ebbe inizio proprio nella sala Omnibus del Caffè Greco.

2 Palazzetto Zuccari

«Roma era il suo grande amore: non la Roma dei Cesari ma la Roma dei Papi; non la Roma degli Archi, delle Terme, dei Fòri, ma la Roma delle Ville, delle Fontane, delle Chiese. Egli avrebbe dato tutto il Colosseo per la Villa Medici, il Campo Vaccino per la Piazza di Spagna, l’Arco di Tito per la Fontanella delle Tartarughe. La magnificenza principesca dei Colonna, dei Doria, dei Barberini l’attraeva assai più della ruinata grandiosità imperiale. (…) In casa della marchesa d’Ateleta sua cugina, sopra un albo di confessioni mondane, accanto alla domanda «Che vorreste voi essere?» egli aveva scritto «Principe romano».»  IL PIACERE (I, 2)

La residenza di Andrea Sperelli (dove «stabilì il suo home») fu Palazzetto Zuccari: si affaccia su piazza Trinità dei Monti e domina la vista della scalinata di Piazza di Spagna. Fu progettato e realizzato per sé stesso da un artista che voleva imprimervi tutta la propria abilità, il proprio immaginario, e il desiderio di affermazione nel mondo delle arti, fra tardo Rinascimento e primo Barocco. Una casa d’artista per un esteta in cerca di casa. I volti con le fauci spalancate che incorniciano porta e finestre dell’ingresso di via Gregoriana, ispirati ai mostri del Giardino di Bomarzo, spiegano perché sia noto anche come “Casa dei mostri”.

1 Villa Medici

Villa Medici si trova sul Pincio, nel punto più alto di Roma. Una presenza discreta ma ricorrente nei paesaggi romani de Il piacere. E’ anche uno dei luoghi preferiti di Andrea Sperelli per gli amori clandestini. Compare nell’elenco di «solitarie sedi della Bellezza» degli incontri con Elena (I, 4); dopo la rottura con Elena, vi seduce una Angélique Du Deffand (I, 5); infine, è a Villa Medici che ottiene da Maria il primo bacio, e di fatto la sua capitolazione, benché Maria abbia intuito di non essere la prima conquista di Andrea sul Belvedere (III, 4). D’Annunzio non è esplicito su questo punto, ma la mia spiegazione è che la bellezza della Villa procurasse ad Andrea l’ispirazione estetica migliore per condurre le sue conquiste; d’altro canto è noto che lo stesso D’Annunzio non disdegnasse spassarsela all’aperto. Villa Medici ha avuto una sfilza di proprietari illustri: passò dai Medici ai Lorena, fu quindi acquistata da Napoleone che vi installò l’Académie de France à Rome, tuttora ospitata nel complesso della Villa.

Ida Cesaretti

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