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Draghi annuncia: “Profughi ucraini potranno lavorare in Italia”. Ma devono fare vaccino o tampone

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Roma, 9 mar – Mario Draghi annuncia: “I profughi ucraini potranno lavorare in Italia”. Quattordicesimo giorno di guerra in Ucraina: nonostante le aperture di Zelensky alla Russia su Donbass e Crimea e la tregua temporanea per l’evacuazione dei civili attraverso i corridoi umanitari, le tensioni tra i due Paesi non accennano a diminuire.

Draghi annuncia: “Profughi ucraini potranno lavorare in Italia”

“È chiaro che molte regole che ci hanno accompagnato devono essere rilette”, ha detto oggi Draghi, in cui ha ribadito la necessità di rivedere le regole di bilancio dell’Unione Europea. “Ho già detto che queste regole di bilancio sono in generale inadeguate: questa considerazione vale ancora di più oggi”, ha detto Draghi, secondo cui queste regole non tengono conto delle priorità strategiche definite negli ultimi anni dall’Unione Europea. Il presidente del Consiglio, eventuali modifiche saranno discusse durante il vertice informale dei leader europei che prenderà il via domani a Versailles.

Ma dovranno fare vaccino e tampone

Il presidente del Consiglio ha dichiarato che i profughi ucraini si troveranno in Italia per mesi e forse di più, e avranno la possibilità di lavorare in Italia, specificando che chi entra in Italia accetta di ricevere il vaccino o di effettuare il tampone. “Sul fronte sanitario, tutti i rifugiati che arrivano o accettano di farsi un tampone ogni 48 ore, oppure accettano di vaccinarsi. Le mascherine sono distribuite sistematicamente nei posti dove queste vaccinazioni avvengono. Il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato la Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario che, nell’ambito del meccanismo europeo di protezione civile, provvederà alla ricognizione dei posti letto disponibili e all’organizzazione del trasferimento dei pazienti. Inoltre, i cittadini ucraini ospitati nei centri di prima accoglienza dispongono di servizi di assistenza sanitaria, sociale e psicologica, orientamento legale, orientamento al territorio e corsi di lingua italiana. Nei centri della rete del Sistema di Accoglienza e Integrazione sono previsti anche servizi finalizzati all’integrazione, quali la formazione e la riqualificazione professionale, nonché l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale”. Lo ha detto il presidente della Camera, Mario Draghi durante il Question time alla Camera. “Per quanto riguarda la possibilità per i PROFUGHI ucraini accolti di svolgere un’attività lavorativa- ha aggiunto Draghi- abbiamo adottato una prima misura che consente loro, sulla base della sola richiesta di permesso di soggiorno e in deroga alle quote massime di ingresso stabilite dal cosiddetto “decreto flussi”, di lavorare, sia in forma autonoma che subordinata, e anche stagionale. Sul piano scolastico vogliamo garantire ai giovani ucraini il sostegno necessario per proseguire il loro percorso formativo. Sono state diramate direttive per favorire la piena integrazione delle studentesse e degli studenti ucraini, anche in raccordo e con la collaborazione delle comunità di connazionali stabilmente inserite in Italia”.

Ida Cesaretti

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