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Il piano dell’Italia in caso di incidente nucleare: «Iodioprofilassi e restrizioni per il cibo»

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Roma, 8 mar – Il piano dell’Italia in caso di incidente nucleare: «Iodioprofilassi e restrizioni per il cibo». L’agenzia ANSA pubblica la bozza del nuovo Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari, firmata dal capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

Il piano dell’Italia in caso di incidente nucleare: «Iodioprofilassi e restrizioni per il cibo»

Il piano consiste in 3 fasi, considerate in base all’evoluzione dello scenario incidentale considerato. Inoltre è tarato su varie tipi di incidente con differenze tra un impianto posto entro 200 km dai confini nazionali e uno oltre quella distanza oppure per un incidente in territorio extraeuropeo. Nell’ultima delle tre fasi, definita «di transizione», sono avviate le azioni di rimedio e di bonifica dei territori contaminati, e la gestione dei materiali contaminati prodotti durante l’emergenza.

«Iodioprofilassi» e monitoraggio della contaminazione personale

Nel piano si parla della misura del «riparo al chiuso», con l’indicazione alla popolazione di «restare nelle abitazioni, con porte e finestre chiuse e i sistemi di ventilazione o condizionamento spenti, per brevi periodi di tempo, con un limite massimo ragionevolmente posto a due giorni». Ma anche «iodioprofilassi», monitoraggio della contaminazione personale, controllo della filiera produttiva – con definizione di eventuali restrizioni alla commercializzazione di prodotti agroalimentari – e limitazione all’importazione di beni e serrate alimentari.

 Anche i romani colpiti dalla ‘psicosi iodio’: terrore di un possibile attacco nucleare

La guerra in Ucraina sta facendo emergere il terrore nei cittadini romani di un possibile attacco nucleare. La paura è quella di rivivere la situazione accaduta nel lontano 1986 con l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl. Le farmacie si sono viste appunto richiedere delle pastiglie di ioduro di potassio, i cui effetti sarebbero quelli di ridurre l’impatto delle radiazioni sul corpo umano. L’assessore alla sanità Alessio D’Amato parla di “corsa ingiustificata nelle farmacie” e che tale atteggiamento risulti inopportuno ed ingiustificato. Inoltre l’assessore esorta il ministro della Sanità ad intervenire per evitare questo tipo di comportamenti. Gli stessi farmacisti reputano irragionevole ed infondata questa richiesta da parte dei romani. Il farmaco non può essere usato in maniera sconsiderata. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, si è espresso così nel merito della questione: “L’uso indiscriminato e inconsapevole di questi prodotti  è da sconsigliare”. Mandelli prosegue affermando che: “L’assunzione di farmaci a base di iodio, come per tutti i medicinali, deve avvenire esclusivamente su indicazione e sotto la supervisione del personale sanitario, e in base agli indirizzi delle autorità sanitarie competenti”.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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