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Latina, abiti giusti… bara giusta… salma di un altro

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Roma, 2 Mar – Latina, abiti giusti… bara giusta… salma di un altro. E’ successo nell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Si è verificato uno scambio di salme sotto lo sconcerto delle famiglie dei defunti.

Latina, abiti giusti… bara giusta… salma di un altro

E’ successo nell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Si è verificato uno scambio di salme sotto lo sconcerto delle famiglie dei defunti. L’accaduto è stato riportato dal figlio di uno dei due defunti, nonché fotografo di un certo calibro. “Quando abbiamo visto che nella bara di mio padre all’interno della camera mortuaria c’era un’altra persona, all’inizio non credevamo fosse possibile, queste le parole riportate a  Fanpage.it, “il ragazzo dell’obitorio ha aperto un’altra stanza senza insegne e c’era lui, mio padre, con altri vestiti, posto all’interno della bara giusta scelta da noi. Fatti del genere non possono accadere”. Alfredo Vitali, storico fotografo, è morto in ospedale all’età di ottantadue anni a seguito di un incidente stradale, i cui funerali sono stati celebrati lo scorso venerdì 25 febbraio.

Il caos tra le famiglie

Prima della funzione  nella bara non c’era il suo corpo. Scossi dall’accaduto, la famiglia Vitali e l’altra famiglia coinvolta  si sono rivolti al personale ospedaliero che ha provveduto immediatamente a sostituire le salme. La causa dell'”incidente” non è chiara, si pensa ad un errore del personale a seguito di una distrazione e mancanza di organizzazione. Probabilmente uno scambio di cartellini avvenuto all’obitorio dal momento che le salme indossavano i vestiti l’una dell’altra e da qui la “consegna” sbagliata alle famiglie. Una volta risolto l’errore, le funzioni hanno proceduto regolarmente.  Fanpage.it ha richiesto un audit all’ospedale, ma questo non ha rilasciato una vera e propria dichiarazione sull’accaduto, si è limitato ad esprimere il suo cordoglio e scuse per “increscioso episodio” ed a dichiarare che saranno predisposti dei braccialetti elettronici da applicare ai pazienti per “evitare errori”.

Ida Cesaretti

 

 

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