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Anonymous diffonde 40mila documenti dell’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca

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Roma, 1 feb – Anonymous diffonde 40mila documenti dell’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca. Prima il sito ufficiale del Cremlino bloccato,  poi quello della Duma e poi quelli dei colossi energetici.

Anonymous diffonde 40mila documenti dell’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca

L’account Twitter @Doemela_X ha rilanciato un link pubblicato su Anonfiles.com, il portale in cui gli hacker della rete Anonymous diffondono i file trafugati durante le loro azioni: da questo link è possibile scaricare circa 40 mila documenti attribuiti all’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca. Secondo le informazioni pubblicate sul sito dell’Istituto, la struttura è stata fondata nel novembre del 1988 e si occupa di fare ricerche per migliorare e monitorare la sicurezza degli impianti nucleari in Russia.

Sconosciuto il contenuto dei file

Attualmente non si sa di preciso cosa sia contenuto in questi documenti: nel file originale ci sono solo testi e tabelle scritti in russo. La paternità dell’azione è ricondotta al gruppo Battalion 65′, legato ad Anonymous. L’account che ha rilanciato l’attacco ha poco più di 5 mila follower ma è stato ripreso anche dal profilo Twitter @YourAnonNews da oltre 7 milioni di follower. Anonymous non ha un profilo ufficiale su Twitter ma gli attivisti che contribuiscono a queste azioni rilanciano tutto dai loro canali. @YourAnonNews raccoglie e ripubblicale segnalazioni.

Gli aggiornamenti sul conflitto

Nel frattempo, secondo nuove immagini satellitari diffuse da Maxar, si legge sulla Cnn, un enorme convoglio di 64 km di veicoli militari russi avanza lungo le strade a nord-ovest di Kiev. Si tratta di centinaia di carri armati, artiglieria trainata, veicoli blindati e logistici che si estende dall’aeroporto di Hostomel, a nord-ovest di Kiev, al villaggio di Prybirsk, che si trova tra Kiev e Chernobyl. Per settimane prima della sua invasione dell’Ucraina, la Russia ha ammassato le sue forze in Bielorussia. Centinaia di veicoli militari russi, aerei ed elicotteri sono stati trasferiti nell’ex stato sovietico per partecipare a quelle che i due alleati hanno descritto come esercitazioni congiunte. Ma dopo la fine delle manovre, le forze russe non sono tornate a casa.

Infatti, ulteriori immagini satellitari di Maxar hanno mostrato che la Russia ha continuato ad aumentare la quantità di veicoli militari, potenza aerea e armi in Bielorussia. Le sirene hanno suonato questa mattina in diverse città ucraine: a riportarlo è il Kyiv Independent – citato dal Guardian – secondo cui l’allarme è scattato a Rivne, ad ovest di Kiev, Ternopil, Vinnytsia e Volyn.

Gli attacchi su Kharkhiv sono proseguiti in nottata: i russi hanno fatto saltare le sottostazioni elettriche, ha denunciato il sindaco Ihor Techerov – citato dall’agenzia di stampa Ukrinform – causando problemi per i rifornimenti di acqua ed elettricità. L’agenzia di stampa Unian ha riferito della distruzione dei piani superiori di due grattacieli. Gli attacchi di ieri hanno causato la morte di almeno 11 persone e decine di feriti, oltre alla distruzione di almeno 87 edifici residenziali.

Luciano Guido

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Luciano Guido, classe 1982. Appassionato sin da piccolo di fumetti, film e scrittura. Ama lo sport ed è particolarmente affezionato alla zona del litorale sud della Capitale

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