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Vivi i soldati ucraini che si trovavano sull’Isola dei Serpenti. “Sono prigionieri dei russi”

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foto via instagram @emilio_morenatti
foto via instagram @emilio_morenatti

Roma, 28 feb. – Vivi i soldati ucraini che si trovavano sull’Isola dei Serpenti. “Sono prigionieri dei russi”. Smentita la registrazione audio che ha divulgato la morte delle tredici guardie di frontiera dopo aver risposto ai russi “fottetevi”.

Vivi i soldati ucraini che si trovavano sull’Isola dei Serpenti. “Sono prigionieri dei russi”

Vivi i soldati ucraini che si trovavano sull’Isola dei Serpenti. “Sono prigionieri dei russi”. Smentita la registrazione audio che ha divulgato la morte delle tredici guardie di frontiera dopo aver risposto ai russi “fottetevi”. Il 24 febbraio la Marina russa ha preso il controllo dell’isola e sui social network è stato fatto girare un audio in cui si dava notizia della morte di tredici soldati che, alla richiesta di resa dei russi, li hanno mandati a “farsi fottere”. La stessa Kiev aveva confermato la morte dei soldati successivamente dichiarati “eroi dell’Ucraina” dal presidente Zelensky. Mosca ha smentito la notizia affermando di aver fatto solo prigionieri, 82 per la precisione.

La vicenda

 Il 24 febbraio dopo la presa del controllo dell’isola da parte dei russi l’esercito ucraino, perdendo ogni contatto con l’isola, era giunto alla conclusione che fossero tutti morti. Oggi si hanno avute notizie più chiare e precise dell’accaduto a seguito dell’attracco di un mercantile ucraino per fornire assistenza ma costretto ad arrendersi anch’esso sotto la minaccia russa. La Marina ucraina ha poi diffuso la notizia che i militari sono vivi e sono stati costretti alla resa per mancanza di munizioni. L’attacco russo aveva come scopo principale quello di distruggere le installazioni sull’isola avendo un valore strategico. La Marina ucraina richiede il rilascio immediato di tutti i cittadini ucraini catturati illegalmente. E’ stata la stessa Kiev, che dopo aver fatto sapere che i soldati ucraini fossero tutti morti, a dare la conferma che gli stessi si erano arresi ma solo dopo che i media russi avevano trasmesso le immagini della resa al nemico.

Leonardo Nicolini

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Avvocato, rugbista, scrivo di cronaca ma non disdegno lo sport.

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