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Ecco perché le sanzioni contro la Russia significano ‘profondo rosso’ per le banche italiane

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Roma, 28 feb – Sanzioni contro la Russia? Per le banche italiane significano ‘profondo rosso’. Un’analisi dettagliata ci svela come mai le sanzioni emesse dall’Ue (e non solo) nei confronti del Paese di Putin, in seguito all’invasione dell’Ucraina, per le banche tricolori abbiano un effetto boomerang.

Sanzioni contro la Russia? Per le banche italiane significano ‘profondo rosso’

Secondo quanto riporta infatti Agi, Unicredit sarebbe arretrata del 5,44%, Intesa Sanpaolo a -5,19%, Banco Bpm -4,26%, Mediobanca -3,05%. Le banche italiane, insieme a quelle francesi, e poi le austriache, sarebbero tra più esposte verso la Russia tra gli istituti finanziari d’Europa. La fonte di tali cifre è Credit Suisse, che ha elaborato dati della Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali, risalenti al giugno 2021.

Un’esposizione da 30 miliardi 

Per gli istituti italiani e francesi l’esposizione ammonterebbe a più di 30 miliardi di dollari, l’equivalente di 26,5 miliardi di euro, per quelli austriaci si aggira sui 22-23 miliardi di dollari. L’analisi evidenzia come l’esposizione più elevata sia quella dell’austriaca Raiffeisen Bank International con una quota di ricavi del 20% realizzata in Russia e con un ammontare di prestiti di 10,5 miliardi, considerando anche l’Ucraina. La banca austriaca precede Societé Generale, che ha una quota di ricavi in Russia del 4% con 8,7 miliardi di prestiti.

La situazione Unicredit

Ma ecco arrivare l’Italia in terza posizione: la terza banca per esposizione è infatti Unicredit, presente in Russia dal 2005 dopo la fusione con Hvb. Unicredit ha attualmente circa 2 milioni clienti retail e circa 30.000 corporate, con una rete di 72 sportelli che erogano circa 8 miliardi di euro di prestiti. Nel 2021 la controllata russa ha fruttato al gruppo Unicredit circa 180 milioni di utile, una piccola parte rispetto ai 3,9 miliardi totali; pesa per circa il 3% del margine di interesse e per il 3% del capitale allocato.

E c’è anche Intesa Sanpaolo

Unicredit, inoltre, di recente aveva mostrato interesse per la privatizzazione di Otkritie Bank, una banca privata oggetto di un salvataggio pubblico e poi rimessa sul mercato. Le sole voci su Otkritie erano costate a Unicredit un ribasso in Borsa. Da qui il netto dietrofront dell’ad Andrea Orcel: “Ci siamo ritirati per i rischi geopolitici”. Inutile dire che la vicenda ucraina è un vespaio di problemi geopolitici (e non solo).  Ma non c’è solo Unicredit: anche Intesa Sanpaolo è molto attiva in Russi. Gestisce più della metà delle operazioni commerciali con l’Italia e realizza la maggior parte delle operazioni di investimenti italiani in Russia e russi in Italia. Non solo: è anche un importante investitore e partner in molti progetti russi, nazionali e internazionali. In Russia conta su 28 filiali e 976 dipendenti, con asset per circa 1 miliardo di euro.

Luciano Guido

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Luciano Guido, classe 1982. Appassionato sin da piccolo di fumetti, film e scrittura. Ama lo sport ed è particolarmente affezionato alla zona del litorale sud della Capitale

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