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La giornata nera dei radical chic: dalla moglie di Silvestri all’Annunziata è una débacle petalosa

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Radical Chic

Roma, 25 feb –  La giornata nera dei radical chic: la moglie di Daniele Silvestri, uno degli autori prediletti del sindaco Gualtieri, che ruba trucchi da Eataly. L’Annunziata e il suo fuori “onda” contro le ucraine “badanti” … il 25 febbraio verrà ricordato come una débacle petalosa.

La giornata nera dei radical chic: dalla moglie di Silvestri all’Annunziata è una débacle petalosa

In Ucraina c’è la guerra e a Roma la criminalità incalza, ma se pensate che i guai provocati dalla violenza finiscano qui dovete ampliare i vostri orizzonti. Breve recap: mentre Zelensky bacchetta Draghi che, come una fidanzata passivo aggressiva, si lamenta di non aver ricevuto da lui risposta, da Eataly, also known as la Moschea blu del radical chic romano, la moglie di Daniele Silvestri si produce in un furto con destrezza. Fa manbassa di trucchi – anche se per fare un danno da 150 euro di trucchi da Eataly è sufficiente intascarsi una saponetta ecofriendly – e poi non paga di ciò, una volta scoperta, aggredisce i vigilantes che l’hanno bloccata. I vigilantes che rappresentano un retaggio fascista e patriarcale della società italiana. Non solo: Lisa Lelli sarebbe stata riconosciuta come colei che, sabato scorso, è scappata sempre da Eataly con un’altra ‘spesa proletaria’,  riuscendo a dileguarsi.

Silvestri, nella playlist del dem Gualtieri con Bella Ciao  

No, non è l’inizio del terzo capitolo di Come un gatto in tangenziale: è tutto vero. Ed è un vero smacco alla credibilità dem di casa Silvestri. Pensate che nelle piazze festanti di Roberto Gualtieri, appena eletto come nuovo sindaco della Capitale, veniva suonata (insieme all’immancabile Bella ciao) anche Salirò di Daniele Silvestri nonché la sua Qualcosa cambia, brano di apertura del suo ultimo disco, La terra sotto i piedi.  Silvestri, da cliché “de sinistra” romana, compie studi classici al liceo ginnasio Mamiani di Roma ed è figlio di Alberto, autore televisivo e sceneggiatore. E’ così de sinistra che annovera nel suo curriculum una polemica per aver dedicato Il mio nemico a Berlusconi sul palco del Primo Maggio.

L’Annunziata travolta da un insolito destino … ucraino

E come se la giornata dei radical chic non partisse già in salita, ci ha pensato Lucia Annunziata a peggiorare la situazione. Mentre era in collegamento con la piazza in cui Enrico Letta, con parole di fuoco (gentili e democratiche ma di fuoco) ha raggruppato Zingaretti, Calenda e compagnia cantante per protestare contro l’invasione russa dell’Ucraina, la Annunziata e l’ospite Antonio Di Bella hanno qualificato le donne ucraine in Italia come “‘Cameriere, camerieri, badanti … amanti”. In una manciata di parole tutto il classismo, il sessismo e la maleducazione che nei salotti della Dandini sono propri delle feste di Forza Italia. La Annunziata ci svela che vive di cliché arroganti. La povera donna che viene dall’Est col suo trucco e parrucco anni ’80 ha solo poche possibilità di sopravvivere in Italia a suo avviso: facendo la serva.

Un caso Cirinnà – bis?

E a poco sono servite le ‘scuse’ che ha poi diffuso. Basti prestare attenzione all’incipit: “Rilevo dai social che alcuni miei commenti in studio ‘fuori onda’ nello Speciale Tg3 sulla guerra possono avere offeso la comunità ucraina in Italia”. Era necessario premettere che lo ‘rileva’ dai social? Se il re non si fosse palesato nudo su Twitter, l’Annunziata si sarebbe resa conto dell’imperdonabile ‘scivolone’? La frittata è fatta. Ma ci sarà sempre qualcuno a pulire, per l’Annunziata. Già, perché nessuno più in Italia ostracizza chi svela il suo vero volto a questo modo: non siamo mica in Maledetto il giorno che t’ho incontrato! Basti pensare alle poche conseguenze di immagine che ha avuto un’altra divinità del pantheon radical chic, Monica Cirinnà. Ricordate i suoi commenti sulla colf ingrata? Roba che in confronto la Melato in Travolti da un insolito destino è un’eroina del proletariato. Se gli sceneggiatori che appartengono al milieu bon ton di questa sinistra avessero il coraggio di ispirarsi a queste storie forse potremmo avere un rinascimento della commedia all’Italia …

Ilaria Paoletti

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