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Torna sul podio la coppia Palamara-Sallusti. Il secondo libro “Lobby e Logge” record assoluto

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Palamara Lobby e Logge

Roma, 19 feb –  Torna sul podio la coppia Palamara-Sallusti. Il secondo libro “Lobby e Logge”, sempre edito Rizzoli, scritto a quattro mani dal magistrato che ha scoperchiato il vaso di Pandora sugli “altarini” che si celano dietro al Sistema di nomine all’interno della magistratura e dal giornalista diventato il più televisivo d’Italia, vanta già il primo posto della saggistica e il secondo dei libri più venduti nel Paese. Un successo editoriale profondo che fa comprendere come l’attenzione destata dal tema della giustizia sia ancora viva fra la popolazione italiana e come la domanda di riforma della giustizia sia rimasta ancora inevasa. Nel frattempo il libro il Sistema edito nel 2021 e’ ritornato on classifica, al 15 esimo posto. Un record assoluto, dopo oltre un anno dalla sua uscita.

“Lobby&Logge” il seguito de “Il Sistema” di Palamara e Sallusti in testa nelle classifiche di vendita

Le rivelazioni sconvolgenti di Palamara e Sallusti smascherano un mondo parallelo dilaniato al suo interno da inconfessabili interessi, che agisce dietro le quinte, su binari di legalità formale, e si infiltra pericolosamente nelle crepe del sistema giudiziario. Quando Il sistema è arrivato in libreria un anno fa, è stato come un terremoto. Da quella lunga “confessione” sono seguite poi dimissioni, sentenze e ricorsi che hanno acceso la curiosità verso le tante ombre della magistratura.

“Magistratura usata per cambiare il corso democratico delle cose”

 Lobby&Logge torna a parlare del Sistema l’ex magistrato e il giornalista affrontano i misteri del “dark web” del Sistema, la ragnatela oscura di logge e lobby che da sempre avviluppa imprenditori, faccendieri, politici, alti funzionari statali, uomini delle forze dell’ordine e dei servizi segreti, giornalisti e, naturalmente, magistrati. Logge e lobby che decidono se avviare o affossare indagini e processi e che, come scrive Sallusti, “usano la magistratura e l’informazione per regolare conti, consumare vendette, puntare su obiettivi altrimenti irraggiungibili, fare affari e stabilire nomine propedeutiche ad altre e ancora maggiori utilità. Per cambiare, di fatto, il corso naturale e democratico delle cose”.

 

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