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Foibe, quando Celestini chiedeva di cancellare il Giorno del Ricordo (senza successo)

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Roma, 10 feb – Ascanio Celestini , romano, classe ’72, è un attore e drammaturgo da sempre impegnato nel sociale. Sulla sua pagina Facebook, a settembre aveva lanciato una proposta:  cancellare il Giorno del Ricordo per le Foibe, che a suo parere sarebbe solo un viatico per giustificare un eventuale ritorno del fascismo. Immediate furono le reazioni della politica – e non solo. Dato che oggi è il Giorno del Ricordo, ricordiamoci pure di chi … non vuole ricordare.

Celestini e lo spauracchio del fascismo

Partendo dall’episodio in cui l’esponente della Lega Durigon aveva proposto di “intitolare un parco a Arnaldo Mussolini”, arrivando alla “nomina di Andrea De Pasquale alla direzione dell’Archivio Centrale dello Stato s’è aggiunto un altro tassello alla strategia di sdoganamento del fascismo” che è reo di apprezzare il lascito di Pino Rauti, Celestini arriva a definire “campagna di sdoganamento” anche ciò che riguarda il ricordo delle vittime delle Foibe. Ovviamente, Celestini, difende Tomaso Montanari che secondo l’attore “cerca di riportare il discorso all’interno della storiografia”.

“Le foibe con Roma non c’entrano niente”

Celestini criticò Il candidato sindaco della destra, Michetti, perché disse che Roma il ricordo della tragedia degli esuli istriani era ben vivo. “A Roma il ricordo è ben vivido”. Ma di cosa? Delle foibe?” replica Celestini. Dimenticando il fatto che a Roma c’è un quartiere Giuliano Dalmata in cui molti hanno un ricordo vivido di ciò che gli italiani hanno dovuto patire da parte dei Titini.
Celestini criticò pure il pugile Nino Benvenuti, di origine giuliana, critico di Montanari. Per lui sono “gli storici (e i giornalisti seri)” a doversi occupare delle Foibe “gli storici (non qualche giornalista, pugile o casalinga di Voghera)”, ribadisce l’attore, secondo il quale  “nessuno ha nascosto questa storia“.”Delle foibe ne hanno scritto gli storici. Bisogna leggerli per saperlo, ovviamente, non basta guardare Bruno Vespa, leggere Sallusti o sintonizzarsi su Radio Radio”, insiste il drammaturgo romano. Gli storici che menzionò Celestini ricordano anche l’episodio del “treno della vergogna”, quando gli esponenti del partito Comunista e non solo boicottarono e fermarono il percorso del treno sul quale viaggiavano i profughi istriani? …

“Malauguratamente il Parlamento ha scelto il 10 febbraio”

Dopo aver citato uno storico di sinistra, Celestini scrive: “Malauguratamente il Parlamento ha scelto il 10 febbraio per ricordare questi morti. L’ha fatto in nome di una superficiale idea di rappacificazione, forse. Ma è subito sembrata una maniera per portare nella storia la teoria degli opposti estremismi. Il nome della giornata ricalca quello attribuito al 27 gennaio (Giornata della Memoria) e anche il periodo è lo stesso”. E questo non va bene, nemmeno per una riappacificazione di facciata, per lui.

“Altro che italiani brava gente!”

“In più mezzo mondo il 10 febbraio ricorda un’altro (sic!) avvenimento: la firma del trattato di Parigi. Una data che ai fascisti non piace per niente. Quel giorno ricorda agli abitanti del pianeta che l’Italia è stata la principale artefice, insieme alla Germania, della morte di milioni di persone. Altro che italiani brava gente!”, scrive Celestini. Alzi la mano chi di voi ricorda “tradizionalmente” il trattato di Parigi.

“Cancelliamo questo bizzarro Giorno del Ricordo”

Poi, arriva la proposta: “Tra cinque mesi sarà febbraio. Forse per quest’anno non facciamo in tempo, ma non sarebbe il caso di cancellare dalle celebrazioni nazionali questo bizzarro Giorno del Ricordo?“. Missione fallita, Celestini. Il Giorno del Ricordo c’è e continuerà ad esserci – ricordalo anche tu.
Ilaria Paoletti
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