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Si suicida a 11 anni: la madre fa causa a Facebook e Instagram

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Roma, 23 gen – Si suicida a 11 anni: la madre fa causa a Facebook e Instagram. Secondo una mamma americana la «estrema dipendenza da Instagram e Snapchat» avrebbe portato la ragazza al suicidio.

Si suicida a 11 anni: la madre fa causa a Facebook e Instagram

La ragazza si chiamava Selena Rodriguez, aveva 11 anni e viveva nella cittadina di Enfield, in Connecticut. Si è uccisa  il 21 luglio 2021: ora la madre Tammy, con l’aiuto del Social Media Victim Law Center (centro per le vittime dei social media), ha deciso di fare causa a due società. Le due società sono Meta, proprietaria di Instagram, e Snap, che ha creato Snapchat. Secondo il documento, depositato in un tribunale federale della California, Selena soffriva di una «estrema dipendenza» da Instagram e Snapchat. «In molte occasioni – si legge nel documento – Selena ha ricevuto cure per la sua dipendenza. Una terapeuta che ha avuto modo di valutarla ha dichiarato di non aver mai visto una paziente così dipendente dai social media». La madre ha tentato più volte di sequestrarle lo smartphone, ma la figlia si comportava proprio come un drogato.

Insonnia e depressione

Selena soffriva di insonnia e depressione da mesi e questi malesseri sono stati solo aggravati dall’isolamento dovuto alla pandemia. L’adolescente, inoltre, secondo questo documento sarebbe  stata esposta in modo continuativo a contenuti di sfruttamento sessuale, tanto che poi li condivideva sui suoi profili. Sempre secondo la denuncia, le reazioni dei suoi compagni di scuola avrebbero contribuito al definitivo deterioramento della sua salute mentale, condividendo queste immagini. Le responsabilità delle due piattaforme social, secondo il documento depositato,  «hanno progettato e commercializzato in modo consapevole prodotto dannosi per un numero significativo dei loro utenti minorenni».  Secondo la  Bbc, un portavoce di Snap ha dichiarato che la società «è devastata» alla notizia della morte di Selena: «Niente è più importante per noi del benessere della nostra comunità».

L’effetto dei social sui ragazzi

Ormai l’impatto psicologico sui più giovani di social come Instagram, Snapchat e TikTok è da anni oggetto di studio e di preoccupazione da diversi mesi da parte di scienziati e psicologi. Le informazioni rese pubbliche dall’ex dipendente di Facebook Frances Haugen non fanno che aumentare tali preoccupazioni. Tra i documenti pubblicati dalla Haugen ci sono ricerche, effettuate dalla stessa Facebook (oggi Meta), che evidenziano questi disagi provocati o incrementati sugli adolescenti da ciò che vedono su Instagram. In particolare in relazione al proprio aspetto fisico.

E non è l’unico suicidio

Il caso di Selena non è nemmeno il primo di suicidi provocati dalla sovraesposizione dei social: il padre di Molly Russell, suicidatasi a 14 anni nel 2017, incolpa proprio Instagram. Perché qui, in messaggi privati e profili pubblici, ha trovato un mondo dedicato all’autolesionismo. A quel punto, il padre ha contattato la Bbc per dichiarare: «Instagram ha spinto mia figlia ad uccidersi». nel caso di Molly, Facebook (proprietaria di Instagram) aveva  preso provvedimenti. L’algoritmo del social cosicché venissero oscurati i contenuti istiganti al suicidio. Per poterli visionare, oggi bisogna espressamente richiederlo con un secondo clic.

Ilaria Paoletti

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