Home Cultura Acca Larentia, addio a Silvana, mamma di Stefano Recchioni. Marsilio: “Grazie”

Acca Larentia, addio a Silvana, mamma di Stefano Recchioni. Marsilio: “Grazie”

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Acca Larentia
Foto via Facebook, Marco Marsilio

Roma, 17 gen – Acca Larentia, addio a Silvana, mamma di Stefano Recchioni. Il commovente omaggio di Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo e membro di Fratelli d’Italia.

Acca Larentia, addio a Silvana, mamma di Stefano Recchioni. Marsilio: “Grazie”

“È volata in cielo Silvana Pierangelini Recchioni, mamma di Stefano” ha scritto in un post su Facebook Marco Marsilio. “E, per questo, mamma di tutti noi. Grazie per quello che ci hai insegnato”, conclude il presidente della Regione Abruzzo.  Erano le 18,30 del 7 gennaio 1978 quando cinque ragazzi erano in via Acca Larenzia, una delle sezioni romane del Movimento Sociale Italiano, quando furono travolti da una tempesta di proiettili, vittime di un agguato politico. Ad Acca Larentia persero la vita tre militanti: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, il figlio di Silvana Pierangelini Recchioni.

Acca Larentia, 44 anni fa la strage mai dimenticata

Nel corso dell’agguato, Franco Bigonzetti, appena 20 anni, muore sul colpo. Tre militanti riescono a trovare rifugio nella sede del MSI, anche se uno di loro è stato colpito ad un braccio.  Francesco Ciavatta viene colpito alle spalle mentre tenta di fuggire: spirerà poco dopo in ambulanza. Con le ore che passano, la rabbia per quanto accaduto sale: militanti del MSI si ritrovano davanti alla sede teatro della tragedia. In poco tempo, la strada si riempie di folla.

I misteri che circondano la strage

A questo punto c’è l’intervento della Polizia: iniziano gli scontri tra militanti e agenti, fino a quando non si sentono – di nuovo – degli spari. Uno di questi proiettili finisce nella testa di Stefano Recchioni, 18 anni. Anche lui spirerà dopo due giorni. Ancora oggi nessuno sa di chi sia la responsabilità di questo colpo di pistola. Perché Acca Larentia oltre che tragedia è sinonimo di ‘mistero’: oltre a quello che circonda il colpo fatale che ha centrato Recchioni, c’è anche quello della della mitraglietta Skorpion, l’arma utilizzata dagli assassini durante l’attacco e ritrovata nel 1988 in un covo delle Brigate Rosse a Milano. Fu usata per altri tre agguati. Solo dopo un’interpellanza parlamentare del 2013, si è scoperto che l’arma fu inizialmente acquistata legalmente nel 1971 da Jimmy Fontana, che poi la perse, e rivenduta 6 anni dopo ad un commissario di Polizia.

Ilaria Paoletti

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