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Vaccino, l’allarme di Omceo: “Medici di famiglia in difficoltà, disponibili solo dosi di Moderna”

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Roma, 23 dic – Vaccino, l’allarme di Omceo: “Medici di famiglia in difficoltà, disponibili solo dosi di Moderna” . Lo racconta Alfredo Cuffari, medico di medicina generale a Marino e revisore dei conti Omceo Roma.

Vaccino, l’allarme di Omceo: “Medici di famiglia in difficoltà, disponibili solo dosi di Moderna”

Roma – “Dopo un 2021 faticoso, affrontato con abnegazione ed impegno, per far fronte alla pandemia, alla gestione dei casi, all’attivazione ed alla revoca di quarantene ed isolamenti, vaccinazioni, ma anche al resto dei problemi di salute dei pazienti cronici e no che non si sono certo esauriti in questo periodo ma piuttosto accentuati per via delle prestazioni rinviate od omesse per i problemi organizzativi causati dal Covid-19 o per il timore dei cittadini di accedere alle strutture sanitarie, i medici di famiglia del Lazio trovano sotto l’albero un nuovo problema: le farmacie territoriali delle Aziende sanitarie locali, sembrerebbe su indicazioni regionali ma nulla di scritto è circolato, dispongono per i Mmg che vaccinano contro il Covid-19 nei propri studi la consegna del solo vaccino Moderna per la effettuazione delle dosi booster e per la prosecuzione della campagna, talora consegnando Moderna senza preavviso e riservando le dosi Pfizer disponibili ai soli Hub vaccinali”. Lo racconta Alfredo Cuffari, medico di medicina generale a Marino e revisore dei conti Omceo Roma.

“Ricaduta organizzativa sarà pesante”

Cuffari tiene a precisare: “Nulla da obiettare sul vaccino Moderna. Tuttavia, la ricaduta organizzativa è e sarà pesante, con il concreto rischio di lasciare inutilizzate delle dosi. Il problema nasce dalla quantità di dosi contenute nelle fiale di vaccino, 6 dosi per Pfizer, 11 per Moderna nel ciclo primario, che diventano 22 nel caso di dosi booster, da utilizzare entro un lasso limitato di tempo, pari a circa 18 ore”. “La gestione delle agende vaccinali negli studi dei Mmg- sottolinea poi Cuffari- si aggiunge alla non trascurabile attività di base: convocare 22 soggetti (mantenere distanziamento, raccogliere i consensi, procedure di sanificazione) per somministrare le terze dosi complica non di poco l’attività, senza dimenticare che la proposta improvvisa di una tipologia di vaccino diversa dalla precedente, seppure scientificamente sostenuta, può ingenerare nei cittadini confusione non necessaria in questo momento, con il rischio concreto di rifiuto della somministrazione e conseguente mancato utilizzo del vaccino”.

“Troppo rari infermieri in studio”

Secondo Cuffari “è intuitivo come sia più semplice gestire eventuali dosi residue in tempo utile presso gli Hub rispetto al singolo studio di medicina generale. Sarebbe pertanto preferibile mantenere o riservare la fornitura di vaccino Pfizer ai Mmg”. “Non dimentichiamo- conclude- come le procedure di vaccinazione, che vanno dall’appuntamento al triage di accoglienza, dall’anamnesi vaccinale alla firma dei consensi, dalla registrazione della dose fino alla somministrazione negli studi medici, sono garantite dal professionista affiancato dal solo collaboratore di studio. Troppo rari sono ancora gli infermieri di studio mentre le procedure di vaccinazione presso le strutture sono gestite da almeno 5 operatori diversi”.

Elisabetta Valeri

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