Home Economia Anche sulle mance si pagheranno le tasse: ecco la sentenza della Cassazione

Anche sulle mance si pagheranno le tasse: ecco la sentenza della Cassazione

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Mance

Roma, 1 ott – D’ora in avanti verranno tassate anche le mance date in contanti, come reddito da lavoro dipendente: questa la sentenza della Cassazione che ha accolto il ricorso del fisco contro un capo ricevimento che, nel corso dell’anno, aveva incassato 70 mila euro di mance poi versati in banca.

Mance, la sentenza della Cassazione

Secondo quanto riporta Italia Oggi, d’ora in avanti verranno tassate anche le mance date in contanti, come reddito da lavoro dipendente. La Cassazione, con l’ordinanza 26510 del 30 settembre 2021, ha accolto il ricorso del fisco contro un capo ricevimento che, nel corso dell’anno, aveva incassato 70 mila euro di mance poi versati in banca.

“Reddito di lavoro dipendente costituito da tutte le somme e i valori in genere”

Nelle motivazioni si legge che l’attuale art. 51, c. 1, Tuir (nel testo post-riforma del 2004, applicabile, ratione temporis, alla controversia, del medesimo tenore letterale dell’art. 48 dello stesso Tuir, cosi come modi?cato dal dlgs 314/97) espressamente prevede che «il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere» (intendendo con tale espressione la quantificazione dei beni e dei servizi) «a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro». A sua volta l’art. 49, c. 1, Tuir nella formulazione applicabile ratione temporis, reca la medesima definizione di redditi da lavoro dipendente, di cui al previgente art. 46 nel testo ante riforma del 2004, quale a sua volta sostituito, con decorrenza dall’1/1/98, dall’art. 1, c. 1, del citato dlgs 314/97, secondo cui «sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro».

Il caso in Sardegna

La Cassazione sulle mance ha così ricostruito il quadro normativo, che, a seguito dell’emanazione del dlgs 314/97, ha evidenziato un’unica nozione di reddito da lavoro dipendente tanto ai fini fiscali che contributivi, va rilevato come debba essere condiviso l’assunto dell’amministrazione finanziaria, secondo cui l’onnicomprensívità del concetto di reddito di lavoro dipendente giustifica la totale imponibilità di tutto ciò che il dipendente riceve, anche, quindi, come nel caso in esame, non direttamente dal datore di lavoro, ma sulla cui percezione il dipendente può fare, per sua comune esperienza, ragionevole, se non certo affidamento. Di più. Il nesso di derivazione delle somme che comunque promanino dal rapporto di lavoro ne giustifica, nel contesto normativo vigente, di riferimento, la totale imponibilità, salvo le esclusioni (e/o deroghe) espressamente previste. Ora gli atti processuali viaggeranno nuovamente verso la Sardegna dove la Ctr condannerà il contribuente al pagamento dell’Irpef.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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