Home Politica Calenda ci crede: “Gualtieri ostaggio e Raggi disastro. Vinco io sicuro!”

Calenda ci crede: “Gualtieri ostaggio e Raggi disastro. Vinco io sicuro!”

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Carlo Calenda

Roma, 30 set. – Calenda non le manda a dire: il tempo stringe e i sondaggi non sono dalla sua parte. Ma se bisogna riconoscergli un pregio, certo non gli manca l’ottimismo. “Gualtieri è una bravissima persona ma questa non è una questione personale. Come europarlamentare è stato ottimo. Come ministro invece ha fatto alcune cose buone e altre meno, come i ristori alle partite Iva, il cashback o il bonus vacanze”, queste le parole di Carlo Calenda candidato sindaco di Roma e leader di Azione in un’anteprima dell’intervista pubblicata sul The Post Internazionale – Tpi, in edicola da domani, venerdì 1 ottobre.

“La Raggi e Gualtieri non vogliono cambiare nulla”

“Sono l’unico candidato che ha fatto 340 giorni di campagna elettorale e che è stato almeno due volte in tutti i quartieri, anche i più periferici”. Calenda continua sicuro dei suoi meriti e delle sue potenzialità, forte anche dell’apprezzamento della sindaca uscente Raggi. “Un pezzo del sindacato non vuole cambiare nulla nelle municipalizzate. Quindi la Raggi e Gualtieri non vogliono cambiare nulla. Hanno paura di perdere il voto organizzato“. “Se sfogli le 2mila pagine del mio programma l’inceneritore lo trovi. Se cerchi in quello della Raggi e di Gualtieri no”, prosegue parlando dell’emergenza rifiuti.

“Chi vuole cambiare deve votare me”

“Chi vuole cambiare deve votare me”, afferma con fierezza Calenda a Tpi. “La mia idea è che sarebbe una grande risorsa sulle emergenze e i grandi progetti che Roma dovrà affrontare: rifiuti e Giubileo. La città è in una tale condizione di abbandono che avremo bisogno anche di una destra perbene e capace, di persone come lui”. Calenda infine aggiunge: “A 16 anni sono diventato padre e lavoro da quando ero ragazzo. Vendevo polizze assicurative a domicilio. Ha presente quei molestatori che mettono il piede nella porta per convincere le signore? Ecco, quello ero io: grande scuola. Per la campagna elettorale ho speso più o meno 313mila euro. I finanziatori sono Bombassei, Guzzini, Rocca, Garavoglia, Antonio D’Amato…Non c’è nulla di male. Tutto dichiarato, certificato, trasparente”.

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Luciano Guido, classe 1982. Appassionato sin da piccolo di fumetti, film e scrittura. Ama lo sport ed è particolarmente affezionato alla zona del litorale sud della Capitale

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