Home Cultura Marino, riapre al pubblico lo splendido Mitreo: domani l’inaugurazione del nuovo allestimento

Marino, riapre al pubblico lo splendido Mitreo: domani l’inaugurazione del nuovo allestimento

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Mitreo Marino

Roma, 22 sett – Il Mitreo di Marino riapre finalmente al pubblico e ci svela la sua storia meravigliosa, complessa, sotterranea ma anche legata a doppiofilo con la storia recente del comune dei Castelli Romani. Tra poco sarà nuovamente accessibile ai visitatori in una nuova veste, con nuovi pannelli informativi e video, che ci precipitano immediatamente nell’atmosfera sotterranea della splendida opera.

Il nuovo progetto del Museo Mitreo

Il mitreo di Marino, luogo di culto di Mitra, dio di origine persiana, che tanto successo ebbe nel mondo romano nel II e III secolo d.C. è rimasto nascosto per anni a causa delle infiltrazioni di acqua. Oggi, un nuovo progetto di allestimento museale, teso alla riqualificazione e valorizzazione, lo riporta all’antico spledore. L’intervento di riqualificazione è stato realizzato dal Comune di Marino, sotto l’alta sorveglianza dei funzionari Gabriella Serio e Claudia Castagnoli della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, diretta dall’arch. Lisa Lambusier, e finanziato dal Segretariato Generale del Ministero della Cultura. Il coordinatore di tutte le attività di progettazione e allestimento è stato l’arch. Emanuela
Todini, mentre la grafica e i video sono stati realizzati dallo Studio 21.

Mitreo di Marino, unico nel suo genere

Il Mitreo di Marino è un bene unico nel panorama dei Castelli Romani e del Lazio, soprattutto per quanto riguarda l’altissima qualità pittorica dei suoi affreschi, straordinariamente integri. Per le sue qualità intrinseche si ricollega perfettamente, in una triade ideale, con gli esempi omologhi del Mitreo Barberini a Roma e il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, uniti dal vincolo della Via Appia Antica che attraversa il territorio di Marino all’altezza dell’ultimo miglio dell’istituito Parco Archeologico. Ed è proprio nella visione dell’Amministrazione di Marino, presentata fieramente dal sindaco Carlo Colizza, quella di inserire la conoscenza e la visita del Mitreo in un circuito intercomunale e interregionale, con varie “tappe” sia all’intero dei Marino stessa che fuori dalla città.

Una storia rocambolesca

Il complesso archeologico del Mitreo di Marino è stato scoperto “per caso” nella cantina di un vinaio nel 1960, quando un impiegato delle Ferrovie dello Stato, Vincento Zoffoli (nonno materno dell’attuale sindaco) acquistò un terreno nei pressi della stazione ferroviaria di Marino per costruirci una casa. La scoperta dell’affresco del dio Mitra non venne subito comunicata alle autorità competenti, ma l’antica cisterna romana continuò tranquillamente a conservare il vino di Marino. Sei mesi dopo, tuttavia, apparve tra gli annunci del Messaggero, sezione “Antichità oggetti d’arte e libri”, un annuncio: “Affresco del 20 dopo Cristo raffigurante Dio Mitra vendo ad amatore”. A Febbraio un giornalista, aficionado del vino Zoffoli, notò la figura del Dio Mitra in fondo alla cantina e raccontò ciò che aveva visto sul Messaggero. Vendita dell’affresco “saltata”, il Mitreo, tra varie tribolazioni, è giunto a noi. Fino ad oggi, tuttavia, non è stata possibile la fruizione pubblica a causa di alcune problematiche dovute alla fragilità del luogo e del contesto nel quale è inserito come evidenziato dalle ultime indagini condotte dall’Istituto per la Valorizzazione dei Beni Culturali del Cnr tra il 2018 e il 2020.

L’ambiente del Mitreo

Il Mitreo, infatti, si strova pur sempre all’interno di un’antica cisterna romana, sottoterra, in un luogo inquadrabile nell’età tardo repubblicana o augustea. Diventò luogo di culto alla metà del II secolo d.C.. Ancor oggi sono visibili i fori per ospitare le lucerne e proseguendo verso il fondo, sul pavimento si notano le tracce lasciate dai banconi, colorati di rosso, riservati ai fedeli. Al centro della parete di fondo appare poi al visitatore, in tutta la sua bellezza, il dipinto del dio Mitra nell’atto di sacrificare un toro bianco, ai due lati, otto riquadri raccontano la storia della divinità arrivata da Oriente seguendo le rotte commerciali e le strade percorse dagli eserciti. Un cippo votivo si erge davanti alla rappresentazione. Al momento dell’avvio della fase progettuale, nel 2020, la sala antistante il Mitreo versava in pessime condizioni a causa delle infiltrazioni di acqua e della forte umidità costantemente presente che hanno compromesso irrimediabilmente l’allestimento museale del 2014. Come spiega Emanuela Todini, architetto, coordinatrice progettista nonché direttore dei lavori di riallestimento, il Mitreo di Marino è per le sue caratteristiche un luogo “respingente”, un ambiente ipogeo collocato nella profondità nella roccia di peperino, non concepito per ospitare l’uomo. Anche se riadattato a luogo di culto, è volutamente di difficile accesso ed è proprio per questo che è stato scelto dagli adepti della religione misterica.

L’inaugurazione di domani

Domani, 23 settembre, vi sarà un convegno inaugurale al Museo Umberto Mastroianni. Le visite, come ha anticipato ieri alla stampa il sindaco Colizza e come meglio verrà illustrato domani, avranno inizio da sabato e saranno gratuite per i cittadini di Marino, avranno un costo di 8 euro per chi viene da fuori e saranno disponibili solo su prenotazione in quanto l’area archeologica è visitabile per un tempo limitato e accessibile a gruppi di 15 persone (guida inclusa).

Ida Cesaretti

 

 

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