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Roma Lido, parlano i pendolari: “Con Zingaretti tracollo inarrestabile”

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Roma Lido

Roma, 17 set – Sulla tratta Roma-Lido i pendolari non hanno dubbi: “Con Zingaretti il tracollo è stato tracollo inarrestabile”. Un giudizio molto amaro quello sul presidente della Regione Lazio, che arriva subito dopo l’evento dedicato proprio alla tratta Roma-Lido in Sala Tevere nel palazzone della Regione. Un evento a beneficio di “un ristretto auditorio, cui non sono stati invitati sindacati, associazioni di consumatori e, ovviamente, il Comitato Pendolari Roma Ostia, che ben più di altri sono i diretti interessati alle vicende delle ferrovie regionali ex- concesse Lido, Nord e Giardinetti”, fanno sapere in una nota i pendolari. “Da quando le prese in carico la sua Giunta nel 2013, il disastro di queste linee sembra inarrestabile”, denunciano dal Comitato che riunisce i pendolari.

La storia di un degrado inarrestabile

La Roma Lido fino a metà del 2016 nell’Orario Ufficiale, predisposto da ATAC S.p.A. e approvato dalla Regione, prevedeva 180/corse/giorno, con frequenze in ore di punta a 7 minuti e mezzo. Si scese poi a 178/corse/giorno ed a frequenze di punta a 10 minuti, con l’Orario in vigore fino Febbraio 2020, ed a 152/corse e frequenze massime a 15 minuti con quello post pandemia, “teoricamente” assicurato fino a giugno scorso. Da Luglio 2021 l’Orario è ulteriormente crollato a 138 corse/giorno teoriche e frequenza ordinaria massima a 15 minuti, mai totalmente rispettata, foss’anche per un solo giorno di questa estate.
Oggi il Presidente si presenta in Sala Tevere, ma non s’espone a domande acute dei giornalisti; porta in dote tre stazioni chiuse ad Ostia su 13 della linea, per mancata manutenzione, ordinaria, generale e straordinaria, di tutti i diciotto treni assegnati alla Lido.
Oggi l’Orario Ufficiale della sua ferrovia, tagliata nel tragitto per 1/4, promette al massimo 122/corse/giorno totali, che scendono a sole 98 nei festivi: un record negativo storico degli ultimi decenni.

Pendolari: “Da Zingaretti servono risposte su Roma-Lido”

Alla luce di una simile cronistoria i pendolari commentano: “Forse darà qualche lume sul mancato subentro di Astral/Cotral dall’anno passato o dal primo luglio scorso, che come Comitati pendolari paventavamo da tempo; forse farà dare all’ing. Mallamo e alla dott.ssa Colaceci rassicurazioni sul subentro dello loro aziende da …. ?
Forse ci illuminerà su quando termineranno i lavori della nuova stazione di Acilia sud o del fabbricato viaggiatori a Tor di Valle, previsti da un Accordo di programma, Regione-ex Ministero trasporti del 2002, o ci parlerà di quando inizierà la progettazione esecutiva delle tre nuove fermate, previste da anni dal Piano regolatore generale e finanziabili integralmente da molto tempo”.

“La Roma Lido fa schifo …”, forse dirà; certamente lo fa molto più di quando queste parole le pronunciò, a dicembre 2019, in analoga conferenza stampa nel “riaperto” cantiere per la stazione sotterranea della Roma Nord di piazzale Flaminio.

“Dirà ancora qualche ‘verità’ sul fatto che la Regione abbia ‘speso’, o forse ‘impegnato’, o magari solamente ‘programmato’ di spendere ‘817 milioni di cui 500 attivabili entro il primo semestre …‘ come scriveva a dicembre 2019 l’Assessore e la sua Regione in slide informative sul tema degli interventi necessari. Allora, a tre anni (oggi ormai divenuti cinque) dal noto Patto per il Lazio Renzi-Zingaretti e dai famosissimi 180 milioni per la Roma Lido, si chiariva a cosa servissero quei soldi (non a trasformare la Lido nella Metro E), quanto si stimava per i principali interventi e chi fosse, fin dal 2018, il soggetto attuatore scelto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (per fortuna), cioè Rete Ferroviaria Italiana, per gli indispensabili interventi su linea aerea, binari, massicciate e infrastruttura, quelli che dovrebbero partire da febbraio 2022; a quella data saranno passati ‘solo’ tre anni”, sottolineano dal Comitato.

Le richieste: “Basta scuse, le tre fermate si devono e si possono riaprire da subito”

Sia chiaro: le tre fermate si devono e si possono riaprire da subito, applicando l’Orario Ufficiale del 5 luglio e gestendolo con 6 convogli giornalieri, tra gli 8 treni funzionanti, presenti nel Deposito Magliana.
Sia chiaro: per recuperare un po’ dei disastri fatti e della credibilità gestionale e politica persa, si invitano caldamente i soggetti istituzionali presenti in conferenza stampa a considerare che i lavori sulla infrastruttura dovranno essere fatti ‘in costanza di esercizio’”, sono le richieste del Comitato.

“Non si pensasse che i Comitati pendolari e i Comitati di quartiere e i cittadini del X e IX Municipio accetteranno tranquillamente altre riduzioni di treni, tagli ai servizi, alla linea e chiusure di stazioni, senza neppure la certezza di navette aggiuntive e protratti per mesi con la scusa del ‘Stiamo lavorando per voi‘. Chi si riempie la bocca di promesse di trasformazione della Roma Lido in Metro E o della Roma Nord in Metro F, tratti da subito le due linee come “aspiranti metropolitane”: come sulla metro A è accaduto decine di volte, anche su Lido e Nord i lavori si fanno notturni, festivi, talvolta serali o estivi”, concludono.

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