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Alessandro Calvo (Lega): “Io candidato all’XI municipio, volontà e concretezza le parole d’ordine”

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Alessandro Calvo - Salvini (via PaeseRoma Quotidiano)

Roma, 16 sett – Proseguono le interviste di RomaLife ai protagonisti delle elezioni amministrative che si terranno il  3 e 4 ottobre. Oggi parliamo con Alessandro Calvo, candidato all’XI Municipio per la Lega: “Posso portare la concretezza, l’abitudine allo studio e all’analisi e, infine, quella volontà e quella mentalità per mettere a terra delle soluzioni che ho imparato in tanti anni nel fare impresa“.

Chi è Alessandro Calvo?

Sono una persona che lavora tanto, che ama tanto, che si spende
tanto nella consapevolezza che la vita va affrontata di petto e senza troppe tregue. Ci si fa male tante volte ma altrettante c’è la possibilità di realizzare cose, sentirsi pieni e soddisfatti. Siamo sempre quello che facciamo

Perché hai deciso di candidarti con la Lega all’ XI Municipio?

La politica mi appassiona da sempre e da tantissimi anni dedico molte energie a questa attività intesa come sostegno al territorio, fatto di persone e di spazi. Ho parlato sia con FdI che con Lega. Quest’ultima è stata più convincente. E Daniele Catalano, il candidato presidente nel mio municipio, lo conosco da quando era molto giovane ed è diventato un uomo molto preparato per cui vale la pena spendersi. Ho scelto la Lega.

Dici “nessuna promessa” irrealizzabile ma fatti concreti. Cosa può fare realmente un consigliere municipale per il territorio?

Sia nel caso auspicato di una vittoria del Centrodestra che nel caso opposto, da consigliere posso promettere di non perdere tempo dietro ai balletti a cui ho assistito seguendo la politica amministrativa in questi anni e che credo conosca bene chiunque abbia avuto a che fare con essa. Posso portare la concretezza, l’abitudine allo studio e all’analisi e, infine, quella volontà e quella mentalità per mettere a terra delle soluzioni che ho imparato in tanti anni nel fare impresa. Inoltre ho la fortuna di non dipendere economicamente dalla politica, cosa che mi rende molto più libero di altri

Tra le tue priorità parli spesso di sociale, terzo settore, disabilità. Una volta in Municipio (è un augurio) come svilupperai queste tematiche?

A mio avviso deve essere profuso il massimo sforzo nel rigenerare e liberare le energie della rete di solidarietà spesso oggi invischiata nelle logiche di partigianeria ideologica, da una parte, da un approccio più utilitaristico che solidale, dall’altra. L’economia sociale deve, e può – con il sostegno del Municipio – crescere e rappresentare un modello integrativo a quello puramente capitalistico non solo nelle dichiarazioni al microfono di chi è tenuto ad occuparsene. D’altro canto chi vive la vita in salita avrà sempre il mio impegno e la mia determinazione a sua disposizione. E tra questi, prima di tutti quelli che da più tempo appartengono a questa nostra amata nazione …

Roma sembra ingovernabile. Perché Michetti è l’uomo giusto per rilanciarla?

Intanto il fallimento totale dell’esperienza Raggi e il deserto lasciato dalle innumerevoli giunte di sinistra, impongono di provare ad aver fiducia nell’alternativa. E l’unica proposta credibile oggi è Michetti e la sua coalizione. Tanto più che questa volta la Lega – che dove ha governato e governa al nord ha fatto e fa spesso bene – potrebbe farlo per la prima volta anche in questa città e chissà che veramente porti qualcosa di nuovo rispetto alla consueta consorteria a cui siamo abituati

Uscendo un attimo dalle dinamiche territoriali e cittadine… Vaccino sì o no? Green pass sì o no?

Il dibattito non mi ha mai scaldato. Penso che la libertà di vaccinarsi o meno debba comunque essere garantita nei fatti e che lo Stato non possa utilizzare il GP come uno strumento di discriminazione. Ciò premesso io mi sono vaccinato pur comprendendo e rispettando le posizioni dubbiose o più scettiche che trovano la ragione principale nell’incredibile incapacità dei due governi Covid di gestire questa emergenza a cominciare dalla comunicazione.

Ilaria Paoletti

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