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FdI: “Consiglio di Stato dà ragione a Lazio Nuoto, ennesimo schiaffo a Raggi”

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Lazio nuoto

Roma, 15 set – Il Consiglio di Stato ha di fatto escluso la società sportiva dilettantistica Maximo dalla gestione dell’impianto sportivo di via Giustiniano Imperatore alla Garbatella, a Roma, per decenni casa della Lazio Nuoto e che era stato messo a bando dall’amministrazione Raggi circa due anni fa. “La sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso la società Maximo e ha restituito di fatto lo storico impianto della Garbatella alla Lazio Nuoto é una grande notizia per lo sport romano e rappresenta l’ennesimo schiaffo per la Sindaca Raggi”. È quanto dichiarano il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo e il candidato alla presidenza del Municipio VIII, Alessio Scimé.

FdI: “Sentenza conferma l’inadeguatezza e l’incapacità della giunta capitolina”

“Ancora – proseguono – una volta è stata dimostrata l’inadeguatezza e l’incapacità della giunta capitolina di difendere e sostenere le società storiche capitoline. Per fortuna il Consiglio di Stato restituisce un l’impianto a tante famiglie romane che si erano viste private di un luogo oramai diventato punto di riferimento per tanti bambini e atleti della zona”.

La sentenza ha accolto le motivazioni della Lazio Nuoto

Per la Lazio Nuoto è una vittoria che potrebbe portare presto alla riassegnazione dello storico impianto. Le motivazioni dei giudici sono contenute in una sentenza resa nota oggi. In pratica il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, ha accolto l’appello della Lazio Nuoto, “in parziale riforma della sentenza di primo grado, ed in particolare il primo motivo del ricorso introduttivo del giudizio e il decimo motivo aggiunto nei termini di cui in motivazione”. I giudizi scrivono, ancora più nello specifico, che “il provvedimento di aggiudicazione va annullato e disposta l’esclusione di SSD Maximo dalla procedura di gara per violazione dell’art. 5 del disciplinare di gara: il gruppo imprenditoriale cui la società è riconducibile è, infatti, già titolare di due concessioni di impianti sportivi di proprietà comunale (l’aggiudicazione porterebbe all’acquisizione di un terzo impianto)”. Il rischio di concentrazione di impianti è stato dunque fatale per la Maximo. Rigettato del tutto e considerato irricevibile dai giudici l’appello di SSD Maximo.
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