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Taffo scende in campo: quando il marketing della morte “fa la storia” delle elezioni

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Taffo
Una immagine di Taffo sui social

Roma, 14 set – “Aderiamo al progetto Fai la storia con una nostra idea per Roma”. Così Taffo, l’agenzia funebre più popolare del web annuncia il suo assenso all’istituzione di cimiteri privati.

In un lungo post – privo di ironia ma corredato come sempre da una grafica di grande impatto visivo – Taffo chiede di istituire anche a Roma i cimiteri privati, definiti “luoghi della memoria”. “Sono dei veri e propri loculi per il contenimento delle ceneri già presenti in altre città come Padova e Napoli, sono gestiti da privati o da istituti religiosi come le chiese e garantiscono alle famiglie la conservazione delle ceneri in un ambiente molto più confortevole rispetto ai cimiteri di Roma”,  si legge nel post. Ma i luoghi della memoria per Taffo sono la soluzione anche per il problema della mancanza di spazio già riscontrata nei cimiteri pubblici.
Il post è firmato – non a caso – da Alessandro Taffo. Un evento raro sulle pagine social dell’agenzia, ma che indica la serietà del tema trattato e, soprattutto, si rende necessario perché il progetto attraverso il quale Taffo ha diramato il suo appello è dello stesso social media manager dell’agenzia funebre: Riccardo Pirrone.

La “discesa in campo” di Pirrone

Pirrone in una lunga intervista a Tpi ha raccontato proprio del nuovo progetto Fai la storia, piattaforma online che vuole essere un aggregatore per 600 cittadini che non hanno mai fatto politica ma che desiderano far conoscere a più persone possibili i loro progetti per la città in vista delle prossime elezioni. Proprio a Fai la storia sono dedicati le prime righe del post di Taffo: “Fai la storia è un movimento apartitico con già più di 600 idee e progetti per Roma proposte direttamente dai cittadini”.
Un capolavoro di strategia comunicativa sui social. Pirrone, che ha dato il via al progetto con lo stratega digitale Renato Scattarella, non ha nascosto di aver coinvolto nell’iniziativa anche degli influencer.

Taffo “influencer” non neutrale

Può Taffo definirsi “influencer”? Sicuramente sì, ed è anche capace di parlare a un pubblico molto qualificato. Degli oltre 333mila seguaci di Taffo su Facebook, moltissimi sono gli operatori nel campo della comunicazione affascinati dall’instant marketing portato avanti con maestria dai suoi social media manager. Ma il marketing non è mai neutrale: più di una volta l’agenzia per la sua comunicazione ha scelto, consapevolmente, toni e temi appartenenti a una precisa area di centro-sinistra progressista. Presumibilmente l’area alla quale vuole parlare anche Fai la storia.
E’ giusto, quindi, che un progetto che si propone dichiaratamente di fare politica, faccia parlare di sé sui social come “apartitico” proprio da un “influencer” che invece ha fatto dell’ideologia culturale di sinistra il proprio vessillo?

Nel dubbio la Raggi ne approfitta

Nel frattempo, ad un giorno dal lancio sono già quasi 600 i seguaci di Fai la storia e il primo plauso politico in meno di 24 ore è arrivato proprio dal sindaco Virginia Raggi che – assetata com’è di like sui social – ha prontamente ricondiviso il suo manifesto elettorale “riscritto” dalla redazione di Fai la storia:

“Ora il nostro compito è fare pressione su chi sarà il prossimo primo cittadino perché ci lavori su. D’altronde chi è il sindaco se non colui che fa le veci dei cittadini?”, ammette Pirrone davanti al giornalista di Tpi.
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