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Sarri squalificato per 2 giornate per la lite con Saelemaekers

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Sarri squalificato

Roma, 14 sett  – Il giudice sportivo ha definito quello di Maurizio Sarri un “atteggiamento intimidatorio ed espressioni blasfeme”. Fermo per due turni l’allenatore della Lazio, espulso a fine gara per il battibecco avuto con il rossonero Saelemaekers.

Sarri, due giornate di squalifica

Due giornate di squalifica per Maurizio Sarri, questa la sanzione decisa dal giudice sportivo nei confronti dell’allenatore della Lazio unico tesserato di Serie A fermato in vista della quarta giornata di campionato. Subito dopo il fischio finale della gara di San Siro persa contro il Milan (match valido per la terza giornata di campionato), l’allenatore della Lazio è stato espulso dall’arbitro dopo il battibecco avuto con Alexis Saelemaekers.

“Atteggiamento intimidatorio”

Un comportamento che è costato a Maurizio Sarri due giornate di squalifica “per avere, al termine della gara, sul terreno di gioco, cercato uno scontro verbale con un calciatore della squadra avversaria, assumendo un atteggiamento intimidatorio e inveendo contro il medesimo con parole minacciose (prima giornata); nonché successivamente al provvedimento di espulsione, per avere, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, contestato la decisione arbitrale proferendo espressioni blasfeme (seconda giornata)”. Questo si legge nel comunicato diramato dalla Lega Serie A.

Il commento dell’allenatore

“L’espulsione? Un ragazzo ha fatto un gesto che a persone più anziane non si fa. Ibrahimovic lo ha portato a chiedere scusa. Saelemaekers? Sì, ma nulla di particolare. Sono cose da campo”: queste erano le parole di Sarri quando gli è stato chiesto un commento sul cartellino rosso nei suoi confronti dopo la sconfitta per 2-0 sul Milan. Sulle critiche conferite a Immobile con la maglia della Nazionale: “L’Italia ha vinto Mondiali con giocatori che hanno fatto meno gol di lui – prosegue l’allenatore a DAZN – Ciro è difficilmente attaccabile, anzi inattaccabile. Ma forse i numeri contano meno per qualcuno”. Sul modo interpretare la gara: “Se diventi attendista, poi la palla in mezzo ti filtra per forza. Se fossimo andati a pressare di più, gli uomini tra le linee sarebbero stati di meno. Cambiando il modo di giocare, cambia anche il modo di pensare. La squadra deve avere coraggio e difendere nella metà campo avversaria. Se dobbiamo perdere non giocando il nostro calcio diventa più pesante”.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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