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Corsetto (Lega): “Denuncio Facebook per danno di indagine. Blocco immotivato”

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Corsetto

Roma, 14 sett – Riccardo Corsetto, consigliere capogruppo Magliano Sabina, segretario Sezione Ponte Milvio della Lega Salvini Premier, ha deciso di denunciare Facebook per danno di immagine.

Corsetto (Lega) bloccato da Facebook: “Danno di immagine”

“Mi trovo costretto a denunciare Facebook per danno di immagine, danno materiale e discriminazione intellettuale, essendo stato bloccato per trenta giorni con gravissima lesione della mia libertà di pensiero e del mio diritto di comunicare idee politiche ai miei elettori, in un momento in cui fare campagna elettorale senza social è reso difficile dalle politiche di gestione del Covid”  dichiara Riccardo Corsetto, co-fondatore di StopEuropa e candidato per la Lega alle prossime elezioni del 2 e 3 ottobre.

Le frasi “incriminate”

“Le frasi incriminate riguardano la mia posizione intorno ai fatti di giugno alla Stazione Termini, quando un marocchino era stato fermato dal proiettile esploso – a nostro avviso legittimamente – da un agente della Polfer che è stato ingiustamente indagato e sospeso dal servizio per aver fatto il suo dovere, e sul caso più recente del clandestino di origine somala che a Rimini ha ferito 6 persone e accoltellato un bambino”, si legge ancora nella nota.

“Nel post in questione – prosegue Corsetto – dichiaravo che i clandestini che bivaccano quotidianamente a Termini e nelle altre stazioni della Capitale come Tiburtina, in attesa di misure nazionali che ne garantiscano l’espulsione immediata dal territorio italiano, andrebbero monitorati attraverso l’uso di braccialetti elettronici con il divieto di avvicinarsi alle stazioni, nelle ore diurne e notturne”.

“Danno in campagna elettorale”

“Essere bloccati per tutto il tempo della campagna elettorale è un danno che i miei legali valuteranno attentamente, non solo per la parte che lede la mia persona, ma anche per quella che lede il diritto dei miei elettori e sostenitori ad aderire liberamente ad una visione politica largamente condivisa da tanti romani in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e di sanzione dei reati ad essa correlati”, scrive ancora Corsetto.

“Facebook mi imbavaglia”

“Se Facebook mi imbavaglia con l’accusa di incitamento all’odio impedendomi di esprimere idee e ricette politiche al pari degli altri candidati – conclude la nota – opera evidentemente una grave discriminazione a danno della mia libertà di espressione e del mio diritto di manifestazione politica.”
“Ho incaricato questa mattina l’avvocato Paolo Palma di Roma di agire immeditamente nei confronti di Facebook attraverso l’articolo 700 del Codice di procedure civile, che riguarda le procudure d’urgenza, visto il contesto elettorale in cui tale blocco mi inibisce causando condizione di gravissimo e doloso svantaggio alla mia campagna elettorale e al diritto di quei romani che vogliono una Roma diversa da quella di oggi in tema di immigrazione”.

Elisabetta Valeri

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Romana, classe 1987, cresciuta a Primavalle. Laureata in giurisprudenza, giornalista da per passione e voglia di raccontare la città

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