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Roma Lido, Di Martino (SLM FAST CONFSAL): “Primo treno da poco in revisione. Scaricabarile tra Comune e Regione”

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Roma Lido intervista Di Martino

Roma, 13 sett – Come molti cittadini purtroppo sanno, da oggi sulla Roma Lido ci sarà la chiusura di tre fermate, con conseguente disagio per i pendolari e caos nelle stazioni. Con RomaLife parliamo della situazione con Daniel Di Martino, commissario di Roma della sigla SLM FAST CONFSAL, per avere il punto di vista dei lavoratori che operano su quella tratta e capire quacosa di più sulle tempistiche e le ragioni che hanno portato alla soppressione momentanea di tre fermate.

La settimana si inaugura con la chiusura di tre stazioni della Roma – Lido. A cosa sono dovute queste chiusure e di chi è la responsabilità?

La decisione è di Atac come gestore della linea. La chiusura delle stazioni è dovuta al fatto che su 9 treni che dovevano circolare ne circolano quattro: i restanti treni sono in revisione, perché a marzo 2020 l’ANSFISA, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, aveva mandato ad Atac una nota in cui diceva che i treni necessitavano di una grande revisione perché avevano oltre un milione di chilometri, un milione e mezzo. Questa grande revisione non è stata fatta e quindi sono stati messi fuori servizio. La responsabilità dunque è in parte di Atac, perché la proprietà dei treni è di Comune e Regione: il compito di Atac era di sollecitare Comune e Regione a stanziare i fondi per questa grande revisione. I fondi non sono stati dispiegati. I treni che ci sono, quindi, per dare una frequenza di 18 minuti (dato chiesto dalla Prefettura per ordine pubblico) il massimo che si poteva fare è ridurre la linea. Non ci sono linee sostitutive, c’è solo un quinto treno che dovrebbe dare supporto alle ore di punta ai quattro circolanti. Tutto questo se non ci sono guasti: non c’è margine di errore. Se un treno si ferma …

2) Con la riapertura delle scuole molti pendolari sulla tratta lamentano il fatto che i treni sono a rilento e non c’è distanziamento sui mezzi. In che modo si può conciliare l’esigenza di rispettare la normativa covid e la funzionalità dei mezzi?

I treni sono ogni 20, 25 minuti perché la percorrenza data da Atac era di 30 minuti con percorrenza a 80km/h tra i due capolinea e non si può mantenere. La percorrenza data da Atac cozza con le indicazioni di ANSFISA, che ha dato obbligo di mantenere i 70 chilometri orari sulla linea per questioni di di sicurezza, in più ci sono 9 rallentamenti. I tempi non possono essere inferiori. Non c’è modo di permettere anche il distanziamento sociale: noi abbiamo chiesto più guardie giurate o operatori di stazione per agevolare il contingentamento, ma comunque l’operatore Atac non ha la possibilità di contingentare le persone. Deve essere la Prefettura che deve intervenire in quel senso: abbiamo chiesto anche il tavolo sulla sicurezza della Roma Lido, ma anche in passato per gli autisti, i verificatori, Roma Tpl. L’unico modo per ovviare un po’ il problema sarebbe di mettere dei bus a sussidio, magari espressi, ma i tempi di percorrenza di un bus non sono quelli di una ferrovia.

3) Quanti lavoratori sono impiegati su questa tratta, e cosa si può fare a livello di risorse per migliorare le loro condizioni?

I lavoratori sono 52 capotreni e 46 macchinisti: ma manca il materiale, mancano i treni. Affrontano un problema di organizzazione dei turni di lavoro, non hanno certezze sul turno che faranno giornalmente. Hanno un prospetto settimanale, ma non viene rispettato perché non ci sono, quindi tutto ciò che è programmato non viene esercitato.

Quali sono sin ora, come sindacalista, le risposte concrete ricevute dal comune di Roma o dalla Regione per apportare miglioramenti sia allo stato del servizio che alle condizioni di lavoro?

Le risposte non ci sono state, tant’è che il primo treno che è andato in revisione mi sembra sia partito questa settimana o la scorsa. Per fare una revisione ci vogliono dai due agli otto mesi: dipende da che tipo di revisione si tratta. Quindi staremo in questa condizione tra i due e gli otto mesi e tra poco toccherà anche alla metro A, perché a marzo del 2022 anche sulla linea A ci saranno queste grandi revisioni. Se non si sbrigano, forse anche lì saranno chiuse le stazioni. Anche Roma Tpl è in condizioni critiche: su 35 vetture controllate, 30 non hanno il dispositivo di sicurezza o area condizionata funzionante. E’ un po’ tutto il trasporto pubblico locale di Roma ad essere in difficoltà. Ho fatto un comunicato stampa, scritto all’assessorato, perché ad esempio sui mezzi di Roma Tpl non può mancare un dispositivo come il blocco porte: significa che se qualcuno si appoggia alla porta questa si apre e la persona finisce sotto il bus e muore.

Il ministro dei trasporti Giovannini aveva proposto una specie di “supercontrollore” che verificasse oltre al possesso dei biglietti anche che venissero rispettate le norme anti-Covid. Roma avrebbe le risorse per una figura simile?

Roma non ha né le risorse né la possibilità per mettere questa figura su linee che caricano il 120%: sui bus non c’è distanziamento, non c’è niente. Mi sono arrivate delle immagini delle banchine della Roma Lido: come si fa a tenere il distanziamento lì? Il peccato è stato non sfruttare il lockdown: si poteva usare per fare la revisione e non è stato fatto. Le revisioni dovrebbero andare a buon fine. Ma un treno fermo otto mesi è comunque un largo tempo. Per una tratta che poi si sta cedendo alla Regione … c’è uno scarico di responsabilità tra le parti.

Ilaria Paoletti

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