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Atac, capostazione in “malattia” da un anno e mezzo faceva la bella vita alle Canarie

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Atac Capostazione canarie

Roma, 11 sett – Certificati inviati all’Atac, che le pagava lo stipendio credendola in malattia. Invece lei, 50 anni capostazione, sui social parlava di “oceano, un mare blu steso come una moquette nel salotto, le onde che arrivano al porto tra motoscafi, barche per la pesca del marlin blu e per avvistare i delfini”.

Capostazione Atac, altro che malattia

Non era affatto in malattia ma si godeva la vita dal suo Bed and breakfast di Puerto Rico, nel sud di Gran Canaria, e  lo mostrava anche sui social. Che l’hanno però “tradita”. La capostazione Atac era assente dal lavoro dal primo lockdown grazie moltissimi certificati di malattia inviati all’ufficio personale con tanto di motivazioni. La dipendente dell’Atac, come racconta il Messaggero, è partita a febbraio 2020, volando verso le Canarie. L’azienda ovviamente era totalmente all’oscuro della fuga della dipendente. E ha continuato a pagarla.

La voglia di esibire la sua nuova vita

L’indagine di Inps

E’ partita l’indagine interna della Direzione del personale Atac. Contattata l’Inps, si è scoperto che i certificati medici consegnati dalla donna all’azienda erano copie, non originali. Ora le vengono contestati atti non conformi e doppio lavoro. Per ora è stata sospesa …

Ida Cesaretti

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