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Mollicone (FdI) replica a Celestini: “Squallido revisionismo. Getta fango sulla tragedia delle Foibe”

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Mollicone vs Celestini

Roma, 10 sett – L’attore e drammaturgo Ascanio Celestini ieri ha scritto un lungo post con il quale, in sostanza, proponeva la cancellazione del Giorno del ricordo per le vittime delle Foibe. Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, risponde a Roma Life alle parole dell’attore romano: “Il suo è squallido revisionismo”.

Celestini è un personaggio noto del mondo del teatro. Cosa ci dimostra questa sia dichiarazione sullo stato della cultura in Italia?

Le parole di Celestini sono inaccettabili: la richiesta di abolizione del Giorno del Ricordo è un insulto alla memoria dei tanti italiani uccisi e costretti all’esodo. Questa ondata di “cancel culture” verso le Foibe va fermata: le cariche istituzionali e la sinistra rigettino le tesi di Montanari, Barbero e Celestini.

Quale è la sua opinione sul fatto che Celestini sostiene che Roma non abbia niente a che fare col ricordo delle Foibe?

Roma è stata una delle prime sedi di arrivo degli esuli giuliano-dalmati, tanto da intitolarne un quartiere. Penso a Colle Oppio, dove trovarono i nostri fratelli istriani una esemplare accoglienza, nei limiti della povertà di quel periodo postbellico, da parte di altri italiani che andavano al di la’ delle logiche e delle convenienze politiche. Come disse lo storico Marino Micich, Se oggi esiste una Casa del Ricordo dell ‘ esodo Giuliano – dalmata a Roma in via di San Teodoro 72 lo dobbiamo soprattutto a politici che vengono proprio da Colle Oppio e che negli anni del silenzio non hanno mai dimenticato le tristi vicende del popolo istriano e dalmata

Celestini cita storici per lo più di parte (sinistra), cosa gli suggerirebbe di leggere per fargli avere una visione più ampia?

Gli italiani scomparsi nelle foibe, annegati in mare e uccisi dai comunisti jugoslavi dal 1943 al 1947 furono circa 12 mila, in una forbice, riconoscono gli storici come Papo e Micich, più ampia per le difficoltà di riesumazione. Persino Oliva, storico legato alla sinistra italiana sin dal Pci, riconosceva l’entità della tragedia delle foibe in più di 10 mila morti. Si apra i loro libri.

Pensa che l’appello del drammaturgo a cancellare il giorno del ricordo possa sortire qualche effetto?

Il Giorno del Ricordo è una festa trasversale, e questo squallido revisionismo getta fango sulla tragedia. L’appello di Celestini e di chi, come Montanari o Barbero, vuole minimizzare la tragedia delle foibe rimarrà solo una dichiarazione.

Ilaria Paoletti

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