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Ha un etto di eroina sepolto in giardino ma viene assolto: “lieto fine” per un 38enne

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eroina sepolta

Roma, 9 sett – Si è concluso con un “lieto fine” per l’imputato la vicenda di un 38enne di Frosinone: nel suo giardino i militari avevano rinvenuto oltre un etto di eroina, poco meno di un etto di cocaina e circa mezzo chilo di hashish, oltre a due bilancini elettronici ed un numero considerevole di bustine di cellophane.

La vicenda giudiziaria

Il GIP presso il Tribunale di Cassino, ha assolto M. O. trentottenne di San Giorgio a Liri paese nel sud della provincia di Frosinone, dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina e hascisc.

La droga sepolta

La vicenda aveva preso piede nel febbraio 2021 quando a seguito di una operazione dei Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo – Stazione di San Giorgio a Liri, era stato tratto in arresto O. M. di trentotto anni, in quanto era stata rinvenuta sotterrata all’interno del giardino di una abitazione un considerevole quantitativo di sostanza stupefacente.

Eroina e cocaina

In particolare, i militi avevano rinvenuto oltre un etto di eroina, poco meno di un etto di cocaina e circa mezzo chilo di hascisc, oltre a due bilancini elettronici, un numero considerevole di bustine di cellophane, e un macchinario elettrico per la termosaldatura delle bustine in plastica.  A seguito di tale rinvenimento, era stato tratto in arresto il trentottenne, il quale era stato fermato mentre entrava nella predetta abitazione di campagna, pertanto veniva associato alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

“Non riconducibile a lui”

A seguito della richiesta di giudizio abbreviato, avanzata dal difensore di O. M., l’avvocato Emanuele Carbone, si è celebrata l’udienza del processo a carico dell’imputato, all’esito della discussione finale, ove la pubblica accusa aveva avanzato una pesantissima richiesta di condanna il difensore Emanuele Carbone, durante l’arringa ha evidenziato tutte le lacune delle accuse che venivano rivolte al proprio assistito, in particolare, la mancanza della prova regina in ordine alla riconducibilità di detta sostanza in capo al proprio assistito, non avendo quest’ultimo la disponibilità esclusiva dell’abitazione ove era stata rinvenuta la sostanza.

L’assoluzione

Il Giudice, dopo una lunga camera di consiglio, accogliendo integralmente la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato  Emanuele Carbone, ha assolto l’imputato con formula per non aver commesso il fatto, disponendo l’immediata scarcerazione, nonché il dissequestro delle somme di denaro che erano state rinvenute nella cassaforte dell’abitazione del trentottenne.

Luciano Guido

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Luciano Guido, classe 1982. Appassionato sin da piccolo di fumetti, film e scrittura. Ama lo sport ed è particolarmente affezionato alla zona del litorale sud della Capitale

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