Home Politica Scuola, Bianchi: “Già spesi tutti i fondi Ue”. E arriva la stangata...

Scuola, Bianchi: “Già spesi tutti i fondi Ue”. E arriva la stangata agli Enti locali

0
ministro bianchi
Il ministro Patrizio Bianchi

Roma, 7 set – Classi pollaio, test salivari per rendere i controlli tra i banchi più agevoli, il solito nodo Green Pass e anche l’uso dei fondi messi a disposizione dall’Europa. C’è tutto questo e molto di più nell’audizione del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, tenutasi oggi in Commissione Cultura.

La situazione che emerge dalle parole di Bianchi al primo ascolto sembra molto rassicurante: si lavora per tenere aperte le scuole. Ma si sottolinea anche che senza un livello di sicurezza adeguato si ritornerà in regime di Didattica a distanza. Eventualità più che probabile considerato che sono ancora in dubbio la capacità di tracciamento dei contagi e di gestione degli inevitabili focolai di classe. Questo perché le scuole risultano sprovviste di linee guida unitarie per la gestione del Covid in aula. Tutti problemi lasciati in secondo piano dal governo che ha preferito ignorare le classi pollaio – problema per Bianchi circoscritto a una manciata di Itis di periferia – per concentrarsi su una piattaforma che monitori il Green Pass dei docenti.
“La piattaforma” per il controllo del Green pass del personale scolastico “è già avviata – spiega il ministro – è funzionante dal 4 settembre, ma ci siamo presi alcuni giorni per il collaudo”. Secondo il ministro, quindi, buona parte delle difficoltà della scuola possono essere risolte grazie a questo strumento che sarà effettivamente presentato solo il giorno stesso dell’inizio delle lezioni, fissato per il 13 settembre. Sono già però in molti a temere il flop di questo nuovo strumento.

Bianchi: “Basta fondi a pioggia per la scuola”

A infiammare gli animi , durante l’audizione, è soprattutto la questione dei fondi per la scuola. In commissione il ministro ha detto: “Le risorse di cui disponiamo le stiamo spendendo in maniera mirata laddove c’è bisogno, non facciamo interventi a pioggia”. E’ lapidario Bianchi: “Basta interventi a pioggia“. Basta anche perché sono terminati i fondi europei, come fa sapere il ministro stesso: “Quest’anno abbiamo usato tutti i fondi europei a disposizione e siamo in fase di negoziazione i nuovi“. “Come ministero – aggiunge – siamo passati dai 2,7 miliardi dell’anno scorso a 3,8 miliardi per quest’anno. Un miliardo in più per la scuola”. Ma non basta, adesso gli Enti locali dovranno fare la loro parte: anche loro sono invitati a utilizzare tutti i fondi a loro disposizione per riaprire “in sicurezza”. In un momento in cui sono stati lasciati – volutamente – senza direttive sufficienti: “Abbiamo situazioni molto diverse nel Paese – si giustifica Bianchi – e io per primo, che mi sento tutore e garante delle autonomie, non ho voluto sovraccaricare di direttive questa fase, proprio perché i nostri prefetti erano in grado, con i nostri dirigenti, di trovare con gli enti locali la soluzione migliore in grado di adattarsi alle situazioni specifiche”.
Insomma, mancano direttive univoche. A essere stato predisposto è uno strumento che sarà (forse) in grado di tracciare i docenti con Green Passe – e cacciare senza possibilità di appello chi ne è sprovvisto -. Non un grande avvio di anno considerato i lunghi mesi della pausa estiva a disposizione nel secondo anno di pandemia.

A sottolineare questi problemi è l’opposizione parlamentare di Fratelli d’Italia. I deputati Paola Frassinetti e Federico Mollicone, rispettivamente vicepresidente e capogruppo nella commissione Cultura di Palazzo Montecitorio, si sono chiesti “dove siano finite le risorse per installare i sistemi di aerazione“. E se alla fine sarà accolto l’emendamento di FdI per “estendere al maggior numero di scuole i test salivari meno invasivi e più economici”.

Insomma, le problematiche ancora presenti nel mondo della scuola sono molte e se trattate ancora con superficialità rischiano di mettere in serio pericolo il diritto allo studio di milioni di ragazze e ragazzi.

Previous articleEsposito (Comitato Settecamini e dintorni): “Mi candido con la Lega per difendere il mio territorio”
Next articleSesta giornata del Festival dannunziano nel segno del rock: domani Morgan sul palco
Maria Neve Iervolino
Maria Neve Iervolino è giornalista pubblicista dal 2017. Lavora nel campo della comunicazione digitale e della carta stampata occupandosi principalmente di cronaca e politica, con incursioni nel campo della cultura e della poesia.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here