Home Cultura Abbazie del Lazio da visitare, scopri 4 posti magici vicino Roma

Abbazie del Lazio da visitare, scopri 4 posti magici vicino Roma

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Roma, 5 Ago – Abbazie del Lazio da scoprire, la prima lista delle più affascinanti del Lazio. La regione custodisce al suo interno moltissimi tesori più o meno nascosti, e tra questi ci sono certamente le sue abbazie, eccone alcune delle più belle da visitare.

Abbazie del Lazio

Luoghi di remota fondazione, unici per posizione e impatto, rappresentarono in passato degli incredibili centri di potere politico-economico e produzione culturale. Oltre a costituire dei luoghi dello spirito, le abbazie del Lazio, come quelle di altre parti d’Europa, aggregando le popolazioni e fondando castelli, rappresentarono uno dei principali fattori di popolamento di intere aree.

Farfa

Fondata nel VI secolo, e poi di nuovo nel VII sulla scia del monachesimo irlandese, prende nome dal vicino fiume e conobbe in tempi remoti una potenza sfolgorante. Dall’età carolingia, fino alla lotta per le investiture, fu l’abbazia “ufficiale” dell’imperatore, del quale svolgeva quasi il ruolo di vicario. Grazie alle continue donazioni, arrivò a dominare su 132 castelli o rocche, 6 città fortificate e 300 villaggi, ponti, mulini e miniere; il suo abate era anche vescovo e cardinale. L’abbazia, nel campanile e nel monastero, conserva alcune testimonianze uniche dell’architettura carolingia, ed é circondata da un minuscolo borgo, abitato da poche decine di persone, presso il sono presenti negozi per lo più artigianali e di prodotti tipici.

Trisulti

Situata nel comune di Collepardo, non lontano dalle omonime grotte, l’abbazia fu fondata nell’anno Mille da S. Domenico di Sora, monaco benedettino. Il monastero fu poi ricostruito poco più a valle, a partire dal 1204, quando passò ai Certosini. Il nome Trisulti deriva da tres saltibus, nome di un castello dei pressi che derivava dai i tre valichi (o salti) che dominava. L’architettura del complesso spazia da deliziose forme tardobarocche al romanico-gotico dell’antica foresteria, all’interno della quale esiste una ricca biblioteca. Oltre alla chiesa di San Bartolomeo si possono visitare il giardino e l’antica farmacia, con dipinti illusionistici ed arredamento del ‘700.

San Martino

L’abbazia è situata nell’omonima frazione di Viterbo, un affascinante borgo che deve molto del suo aspetto all’interessamento di Donna Olimpia Maidalchini, che di San Martino fu principessa. La donna più potente discussa della Roma del ‘600, si ritirò qui dopo essere caduta in disgrazia, a causa della morte del fratello papa Innocenzo X. Menzionata per la prima volta in un documento del 838, data alla quale viene donata all’abbazia di Farfa, ebbe una seconda nascita nel XIII secolo, quando insieme alle terre dei Monti Cimini, venne donata ai monaci cistercensi dell’abbazia di Pontigny. Nel 1225 venne consacrata la nuova chiesa, che rappresenta uno degli edifici gotici più notevoli della regione, ma il monastero non ebbe uno sviluppo florido e già nel 1426 contava solamente due monaci.

Sant’Andrea in Flumine

L’origine del complesso, che sorge in prossimità del monte Soratte, presso il fiume Tevere che gli conferisce l’appellativo, è incerta. L’abbazia, costruita su rovine preesistenti di epoca romana, sarebbe stata fondata nel VI secolo, almeno secondo quanto racconta il Chronicon, importante opera del monaco Benedetto di Sant’Andrea del Soratte che qui visse. Dovette la sua importanza alla propria posizione strategica, che ne faceva uno snodo per il controllo dei traffici e dei traghetti; i quali fino a poche generazioni fa collegavano le due sponde. Tra le più belle abbazie del Lazio, ospita magnifiche opere d’arte, come i lavori dei marmorari cosmateschi e i vari affreschi risalenti ai secoli VIII-IX e XV-XVI. All’interno si può anche ammirare un jubè, una tribuna su archetti gotici, che aveva lo scopo di separare il coro dai fedeli.

 

 

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