Home Cronaca Rifiuti illeciti nella discarica di Albano, Lega: “Iniziare subito la bonifica”

Rifiuti illeciti nella discarica di Albano, Lega: “Iniziare subito la bonifica”

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Rogo rifiuti

Roma, 2 set – ”Siano subito chiusi i cancelli della discarica di Albano e sia verificato il possibile inquinamento con la conseguente bonifica, i cui costi devono essere addebitati agli autori. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il sindaco di Roma, Virginia Raggi, non siano ancora irresponsabili anche a tutela dell’ambiente”. Così, in una nota, la Lega del Lazio in merito alle analisi condotte da Arpa.

Arpa: “Rifiuti non conformi nella discarica”

Nemmeno il tempo di riaprire, tra le proteste dei cittadini e del sindaco Massimiliano Borelli, e nella discarica di Albano già venivano sversati rifiuti che non potevano essere interrati. Le analisi condotte dall’Arpa, l’agenzia della regione Lazio per la protezione dell’ambiente, il 3 agosto (cioé il giorno dopo la riapertura dell’impianto in seguito all’ordinanza della sindaca della Città Metropolitana di Roma, Virginia Raggi) su un campione di rifiuti provenienti dal tmb della Saf (provincia di Frosinone) e il 16 agosto su un’altra porzione di immondizia trattata inviata dal tmb di Ama hanno evidenziato il superamento dei valori previsti dalla legge per l’ammissibilità in discarica.

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In particolare, per quanto riguarda il cosiddetto scarto di lavorazione del trattamento (identificato dal codice 191212 dell’elenco europeo dei rifiuti) conferito dalla Saf “si evidenzia la non conformità, in violazione dei limiti previsti, per la concentrazione di Zinco, rinvenuto in concentrazione di 9,6 mg/l, rispetto ad un valore limite previsto di 5 mg/l”, scrive Arpa. Ma c’è di più. Perché i tecnici dell’Agenzia su quel tipo di rifiuto “oltre alla verifica dei criteri di ammissibilità sopra richiamati” hanno effettuato “una misurazione dell’Indice Respirometrico Dinamico Potenziale (IRDP), condotta in accordo con la specifica tecnica Uni/Ts 11184, che sebbene non previsto esplicitamente dalla norma per il rifiuto contraddistinto con codice EER 191212, è stato effettuato in ragione dell’obiettivo di verificare che l’impianto di provenienza del rifiuto abbia trattato adeguatamente il rifiuto di origine, ovvero abbia eseguito una adeguata separazione meccanica della frazione secca da quella umida- scrivono ancora dall’Arpa – Infatti, poiché il parametro che misura la stabilità biologica di una matrice, ovvero il grado di decomposizione della sostanza organica a più alta degradabilità, è l’IRDP, tramite detta determinazione è possibile verificare la presenza della componente biodegradabile in un campione di rifiuto”.

 

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