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Alitalia-Ita: a rischio 40mila lavoratori all’aeroporto di Fiumicino

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Aeroporto Fiumicino

Roma, 2 set – Nella trattativa Alitalia-Ita è allarme occupazionale per oltre 40 mila addetti dell’aeroporto di Fiumicino. Se infatti in queste ultime ore decisive prima del via libera da parte dei commissari straordinari di Alitalia all’offerta di Ita per il ramo aviation della vecchia compagnia di bandiera si è raggiunto un accordo sulle attività di volo, è ancora stallo sugli esuberi, che solo a Fiumicino coinvolgono migliaia di lavoratori. Le sigle sindacali hanno già annunciato uno sciopero generale previsto per il 24 settembre.

Alitalia e Ita: si attende l’ok dell’Europa

Un via libera che in molti danno per scontato e per il quale si attende la formalizzazione della Commissione europea. L’offerta da 100 milioni di euro presentata da Alfredo Altavilla e Fabio Lazzerini, rispettivamente presidente e Ad di Ita, che include i 52 aeromobili in leasing (7 Airbus 330, 44 Airbus Family e 1 Embraer), gli slot correlati (l’85% di quelli detenuti da Alitalia su Linate e il 43% su Roma Fiumicino), oltre a contratti e asset accessori. Entro le prossime ore si saprà quindi se la proposta da parte di Ita è ritenuta congrua rispetto alla perizia sugli asset ordinata dagli stessi commissari nei giorni scorsi. La nuova compagnia aerea dovrebbe partire operativamente il prossimo 15 ottobre, ma ci sarebbero ancora alcuni importanti tasselli da mettere a posto.

I sindacati insorgono

Va però portata a termine la trattativa con i sindacati sulla bozza di nuovo contratto. Altavilla ha inviato nei giorni scorsi a Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Usb, oltre che alle associazioni professionali di piloti e assistenti di volo (Anpac, Anpav e Anp), una proposta di dare vita a un contratto nazionale di lavoro che “favorisca l’adesione di una pluralità di vettori al nuovo sistema di regole”.

“Le note vicende che investono la nostra ex compagnia di bandiera, Alitalia, e la nascita di Ita sono temi di attualità nazionale con tutto il loro carico di preoccupazione per il destino di tanti dipendenti che rischiano di rimanere peraltro senza ammortizzatori sociali da qui a poco – sottolineano nella lettera dei sindacati -. Non è un caso che insieme ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil sia stata proclamata per il 24 settembre una giornata di sciopero generale”.

I vertici di Ita si sono detti disponibili a definire un contratto nazionale, purché sia “inclusivo” e venga sottoscritto anche dagli altri vettori che operano in Italia. Il nuovo Ccnl dovra’ essere poi rinnovato da tutte le sigle presenti al negoziato entro il prossimo 20 settembre, “secondo i rispettivi ambiti di rappresentanza”. Allo stesso tempo andrà definito un protocollo da parte di tutte le organizzazioni “contenente l’impegno a promuovere iniziative congiunte nei confronti dei vettori” che applicano al momento contratti aziendali “al fine di definire percorsi di confluenza nel rinnovato Ccnl”. Sul fronte occupazionale, i sindacati ricordano che la newco punta a chiudere la piattaforma per le candidature il 6 settembre prossimo per le troppe domande ricevute, che ieri sono oltre 12 mila.

Alitalia-Ita: nodo sui lavoratori

Secondo quanto riferito dall’azienda alle parti sociali, le domande pervenute a Ita registrano il 30% di piloti ex Alitalia, il 22% ex assistenti di volo e il 10% personale di terra. E la nuova compagnia punta a 2.800 persone nella prima fase di avvio, di cui circa 1.550 naviganti e circa 1.250 di terra, per poi salire a 5.750 lavoratori a termine piano nel 2025, contro i 10.500 della ex compagnia di bandiera. I sindacati chiedono invece di prendere tutti quelli della parte aviation di Alitalia, almeno 6mila e spalmati nei prossimi sei mesi.

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Maria Neve Iervolino
Maria Neve Iervolino è giornalista pubblicista dal 2017. Lavora nel campo della comunicazione digitale e della carta stampata occupandosi principalmente di cronaca e politica, con incursioni nel campo della cultura e della poesia.

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