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Si può licenziare un no vax? Ecco tutto quello che c’è da sapere

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Roma, 1 set – E’ possibile licenziare chi è no vax? Cerchiamo di fare chiarezza tra le tante contraddizioni che caratterizzano il sistema del Green Pass e che, probabilmente, ci accompagneranno ancora per molto tempo.

La prima preoccupazione di chi non vuole, o non può, vaccinarsi, riguarda sicuramente il lavoro. I lavoratori dipendenti possono essere allontanati perché non in possesso del Green Pass? No. La Corte Europea dei diritti umani ha sancito che per attuare il licenziamento di un lavoratore privo di vaccino, lo Stato debba prima introdurre l’obbligo della vaccinazione. Allo stato dei fatti, invece, questo obbligo non esiste e difficilmente potrebbe essere introdotto, per questo il governo ha preferito la via più semplice: obbligare le persone ad avere il “passaporto vaccinale” per accedere ad alcune sfere della vita sociale. E qui arriva uno dei primi paradossi del sistema Green Pass: non è obbligatorio per il titolare e i dipendenti di bar e ristoranti, mentre lo è per i clienti che mangiano al chiuso.
I dipendenti possono quindi stare tranquilli: anche se si lavora al chiuso e a contatto col pubblico non solo non si può essere licenziati per non avere la certificazione di avvenuta vaccinazione, ma il datore non può controllare il Green Pass per sincerarsi della situazione vaccinale del dipendenti. Esistono però delle forma di mobbing, come demansionamento, trasferimenti e altro, che potrebbero rendere la vita difficile a chi non si uniforma.

Si può licenziare un no vax? Attenzione a chi lavora in scuola e sanità

Non si può quindi mandare a casa un lavoratore che è sprovvisto del vaccino anti-Covid, ci sono però delle eccezioni per alcuni settori sui quali lo Stato si è espresso chiaramente, così come il Garante della Privacy: scuola e sanità. I presidi infatti possono controllare il Green Pass dei docenti e del personale scolastico, e da oggi tutto il personale deve essere in possesso della certificazione verde. Sono previste sanzioni salate per chi viola l’obbligo: la sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione, dopo il quinto giorno di assenza per mancanza del green pass. Anche gli operatori sanitari sono tenuti a rispettare l’obbligo vaccinale, da molto prima del Green Pass.
Per tutti gli altri la situazione è più sfumata e considerato il clima di tensione che sta accompagnando la diatriba tra i no-vax e pro-vaccino, con toni anche di preoccupante violenza come abbiamo visto in televisione).

Adesso la decisione passerà all’Europa: solo una settimana fa i giudici di Strasburgo hanno chiarito che l’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori si può introdurre nei vari Stati europei, senza il timore di violare i diritti fondamentali dell’essere umano. Staremo a vedere se lo Stato italiano sceglierà la via indicata dall’Ue anche sul tema vaccino anti-Covid.

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