Home Politica Niente cure per no vax, D’Amato ci riprova ma Sileri lo zittisce

Niente cure per no vax, D’Amato ci riprova ma Sileri lo zittisce

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D'Amato Sileri
L'assessore D'Amato Sileri e il sottosegretario Sileri

Roma, 1 set – L’assessore Alessio D’Amato ci riprova ma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri questa volta interviene.

La polemica è scoppiata nei giorni scorsi quando D’Amato in un’intervista al Messaggero ha spiegato che sta lavorando a un provvedimento che obblighi i no vax finiti in terapia intensiva a pagarsi le cure. “Queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio la libertà altrui, devono assumersi la responsabilità fino in fondo delle proprie scelte e delle proprie azioni”, spiega per giustificare la volontà di privare i cittadini delle cure che per obbligo di legge il Sistema sanitario regionale del Lazio è tenuto a erogare.

Subito sono arrivate le proteste dei cittadini, la levata di scudi delle associazioni, e anche della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo). Il presidente a LaPresse ha infatti dichiarato: “Per noi i malati sono tutti uguali, nel nostro codice deontologico gli uomini sono tutti uguali, qualunque provenienza o convincimento abbiano”. E oggi, com’era prevedibile, è arrivato il ridimensionamento da parte dell’assessore alla Sanità del Lazio che ha ridimensionato la sua proposta definendola “una provocazione” ai microfoni di Rai Radio 1. Conti alla mano, un giorno in terapia intensiva nel Lazio “costa 1.500 euro circa”, spiega D’Amato che sta lavorando a una nuova proposta per far conoscere ai cittadini i costi” sanitari “che noi dobbiamo affrontare”, afferma D’Amato. “Per cui – aggiunge – chi vuole essere libero deve sapere che non può esercitare la violenza altrimenti, come chi passa con il rosso, deve pagare una sanzione”, conclude.

A fermarlo sul nascere è però una voce ben più pesante nel panorama italiano: quella del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

Sileri a Radio anch’io ha chiarito una volta per tutte che: “C’e’ l’obbligo da parte del servizio sanitario nazionale di curare tutti indistintamente anche coloro che hanno un comportamento a rischio. E’ chiaro che non vaccinarsi è un comportamento a rischio, ma ci sono moltissimi altri esempi come usare stupefacenti prima di mettersi alla guida”.

Insomma, con buona pace di D’Amato, non è possibile privare i cittadini delle cure del sistema sanitario universale solo perché non si adeguano alla volontà dei più.

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