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Hai un figlio in Dad e non puoi lavorare? Lo Stato dice stop agli indennizzi

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Dad indennizzi

Roma, 31 ago – Hai un figlio in Dad e non puoi lavorare? A quanto pare dall’inizio dell’estate non è più un problema dello Stato. E’ infatti ufficiale lo stop al congedo parentale retribuito al 50 per cento per figli in dad o quarantena. Una vera doccia fredda per i genitori, soprattutto per le mamme, sulle quali spesso ricade la responsabilità della cura nei confronti dei figli. In un’epoca in cui prendono sempre maggior piede lo smart working e la didattica a distanza, quella del permesso parzialmente retribuito si era dimostrato una risorsa efficace per aiutare (almeno in parte) i genitori a seguire lavoro e famiglia. Il tutto nel contesto nuovo imposto dalla pandemia da Covid19. Ora per chi ha un figlio in quarantena, o in una regione in cui prevale l’insegnamento a distanza, si apre un capitolo ancora più difficile.

Congedo: a chi spettava?

Già all’origine il congedo aveva dei parametri decisamente restrittivi: spettava ai genitori lavoratori dipendenti, “alternativamente tra loro” quindi non negli stessi giorni e per figli conviventi, ma solo i minori di 14 anni. In caso di figli tra i 14 e i 16 anni il congedo si poteva chiedere al datore di lavoro ma senza retribuzione. Distinzione anche tra dipendenti del settore privato e pubblici: le domande di questi ultimi sono state gestite direttamente dall’amministrazione di appartenenza, mentre i privati sono stati costretti a passare attraverso l’Inps.

Con un figlio in Dad non puoi lavorare: la quarantena al centro del dibattito 

La possibilità per i lavoratori dipendenti con figli fino a 14 anni costretti in Dad o in quarantena di chiedere all’Inps il congedo con causale Covid pagato al 50 per cento. Ora però è tutto finito. O meglio, è finita la copertura economica che permetteva la misura. 300 milioni di euro è il valore del pacchetto di aiuti scaduti il 30 giugno non saranno rinnovati. Stop quindi a una serie di benefit che contenute nel decreto, licenziato in aprile, per fronteggiare la diffusione del Covid. Le condizioni dell’emergenza sanitaria però non sono cambiate però: moltissimi ragazzi continueranno a stare in Dad o in quarantena, con grave disagio per i genitori. Quindi perché non vincolare altri fondi? La risposta sta nel braccio di ferro tra Governo e Inps. Agli inizi di agosto l’Inps aveva fatto sapere che i 663 milioni di euro stanziati per equiparare i giorni di quarantena a quelli di malattia dei lavoratori erano esauriti. Solo con un nuovo rifinanziamento sarà possibile riconoscere l’equiparazione per il 2021 e ristabilire quella collaborazione tra gli enti che rendeva possibile l’erogazione dei benefit per i genitori.

Ma dal ministro del Lavoro Orlando, competente in materia, non è emerso un orientamento ufficiale. Lo Stato dimostra una volta di più una scarsa attenzione al problema della cogestione di famiglia e carriera che causa sistematicamente l’allontanamento dal mondo del lavoro di migliaia di donne a seguito della maternità.

 

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