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Fare pagare il ricovero ai no vax: D’Amato bocciato dai cittadini

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 09-05-2020 Roma Coronavirus, Nicola Zingaretti presenta l'avvio dei test sierologici nel Lazio Nella foto Nicola Zingaretti, Alessio D'Amato (assessore Salute Lazio) Photo Roberto Monaldo / LaPresse 09-05-2020 Rome (Italy) Coronavirus outbreak, Nicola Zingaretti presents the start of serological tests in the Lazio region In the pic Nicola Zingaretti, Alessio D'Amato

Roma, 31 ago – Fare pagare il ricovero ai no vax per evitare che pesino sui bilanci della regione. Una vera e propria discriminazione dal sapore di incostituzionalità presentata tranquillamente presentata non all’interno di un regime illiberale, ma in Italia, precisamente nel Lazio. “I no vax che contraggono il Covid e finiscono nelle Terapie intensive degli ospedali del Lazio dovranno pagare i ricoveri”. E’ la proposta choc dell’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, per coloro che non vogliono – o non possono – fare il vaccino anti Covid-19.  La proposta di D’Amato, lanciata in una intervista rilasciata a Il Messaggero, sembrerebbe non essere solo una “boutade”, ma un progetto concreto al vaglio dell’amministrazione regionali, la stessa amministrazione pagata con le tasse di tutti i cittadini, compresi i non vaccinati contro il Covid. Subito è arrivata la levata di scudi di cittadini, assessori, e soprattutto dal mondo dell’associazionismo. Tra tutti, l’associazione Codici ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni di D’Amato.

Terzo settore: affermazioni inaccettabili

“L’intenzione di imporre il pagamento dei ricoveri per i no vax che contraggono il Covid-19 e finiscono in terapia intensiva negli ospedali del Lazio. Siamo rimasti allibiti di fronte alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore D’Amato – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – sia per la gravità delle stesse sia perché si vanta del fatto che non è una provocazione, ma una vera e propria strategia. Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione, deve essere garantito a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro idee. A maggior ragione poi se consideriamo la situazione particolare in cui ci troviamo, una pandemia che nel corso del tempo ha visto aumentare i dubbi sui vaccini, individuati inizialmente come unica strategia di salvezza, mentre invece ora giustamente si punta l’attenzione anche sulle cure. Perplessità che arrivano pure dagli operatori sanitari, che andrebbero ascoltati per l’esperienza maturata sul campo in questi mesi difficilissimi e non ignorati, come invece è successo finora”.

“Non ci interessano i conti fatti da D’Amato – prosegue Giacomelli -, i calcoli su quanto pesano i no-vax sul bilancio regionale, perché la salute non ha prezzo. Invitiamo, quindi, l’assessore a rivedere la sua posizione, a fare rapidamente un passo indietro su questa assurda proposta, in caso contrario passeremo alle denunce per difendere il diritto di tutti i cittadini alla salute, che evidentemente la Regione Lazio vuole affossare”.

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