Home Politica Michetti, il programma per Atac: “Rilanciare mantenendola pubblica, ma aperta a sinergie”

Michetti, il programma per Atac: “Rilanciare mantenendola pubblica, ma aperta a sinergie”

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Enrico Michetti

Roma, 28 ago – Enrico Michetti ha un’idea chiara sul futuro di Atac: rilancio senza svendita.

Michetti: “Atac mantenuta pubblica”

“Rilanciare Atac, mantenendola pubblica, senza però escludere collaborazioni e partecipazioni industriali di settore, come ad esempio con Ferrovie dello Stato o aziende di caratura analoga” scrive  Michetti nel programma.

“Trasporto pubblico competitivo”

“Si puo’ ambire a creare una dimensione del trasporto pubblico competitiva a livello nazionale e internazionale tale dotarsi di una visione prospettica e poter competere nelle gare pubbliche”, questo è ciò che prevede il programma sulla mobilità di Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma del centrodestra, visionato in anteprima dall’Agi.

Atac via dal concordato 

Michetti propone di “tirare fuori” l’azienda dal concordato preventivo in continuità, aperto a fine 2017 per ripianare il debito da 1,4 miliardi, operazione che il candidato definisce una “scelta incomprensibile della giunta Raggi” e di “lavorare subito a un vero piano di rilancio che la metta nelle condizioni di competere con i principali player di livello europeo, come Ratp e Bvg”. Secondo Michetti “per ridurre le perdite di esercizio e’ necessario potenziare i controlli, applicare le nuove tecnologie per garantire il rispetto dei tempi di percorrenza, acquistare con immediatezza il biglietto attraverso telefono cellulare o carta bancomat, aumentare la velocita’ commerciale con corridoi dedicati e monitorati puntualmente, manutenere costantemente i mezzi incrementandone comfort e pulizia, con totale climatizzazione e sanificazione”.

“No a mediazione della Regione Lazio”

Inoltre il candidato del centrodestra in Campidoglio chiede che “Roma Capitale gestisca direttamente la propria quota del Fondo nazionale dei trasporti, tramite il passaggio diretto delle risorse senza la mediazione della Regione Lazio, inutile e punitiva (nel 2020 solo 270 milioni)”.

 

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