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Lucha Y Siesta, Colosimo (FdI): “Ennesimo uso fondi pubblici senza trasparenza”

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Il consigliere regionale Chiara Colosimo

Roma, 25 ago – Lucha Y Siesta, l’associazione e casa di accoglienza per donne maltrattate è stata “salvata” con l’ausilio di fondi pubblici, ma ci sono molte ombre in questa storia apparentemente a “lieto fine”. Lo denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo.

“Guarda caso mentre la Regione Lazio è ancora completamente bloccata a causa dell’attacco hacker ed è impossibile accedere a qualsiasi tipo di atto, la Giunta Zingaretti annuncia in modo trionfale di essersi aggiudicata l’asta per l’immobile di Lucha Y Siesta – spiega Colosimo – Ancora una volta, quindi, si usano i fondi pubblici infischiandosene completamente della trasparenza, ma anzi approfittando di un forzato lockdown degli uffici regionali. Senza dimenticare poi che, come sempre, si è scelto di aiutare un’associazione dichiaratamente politicizzata, mentre nel nostro territorio ce ne sono tante altre che operano per sostenere e difendere i diritti delle donne ma sono lasciate al loro destino”.

L’esultanza del Pd per lo strano “salvataggio”  di Lucha y siesta

In un tweet il governatore della Regione Lazio ha definito l’associazione “Una grande esperienza di protagonismo delle donne e lotta alla violenza di genere. Un patrimonio di tutta Roma e della nostra comunità. Ora la Regione Lazio resterà al vostro fianco: i vostri valori sono anche i nostri”. Anche la deputata Pd Valeria Valente ha esultato per l’operazione: “Il successo di oggi ha molti autrici e autori: innanzitutto le Luche che ci hanno sempre creduto, anche nei momenti più difficili, la Regione Lazio con il presidente Zingaretti, le assessore e la giunta, e infine tutte le donne che dentro e fuori dalle istituzioni hanno lottato perché Lucha Y Siesta potesse continuare la sua splendida esperienza di autonomia femminile e di liberazione dalla violenza maschile”.

Restano però da chiarire in che termini la Regione ha dato il suo supporto a un’associazione negando nel frattempo il supporto alle tante realtà del terzo settore, soprattutto della Protezione civile, spesso private di fondi necessari per la loro sopravvivenza. Una situazione già denunciata proprio da Fratelli d’Italia a Roma.

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