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Comunali, candidati outsider ai favoriti: “Il confronto coinvolga tutti”

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Candidati comunali
Appello dei candidati alle comunali

Roma, 20 Ago – In vista delle prossime elezioni comunali di Roma, i candidati di diversi partiti e liste civiche chiedono il confronto con Raggi, Gualtieri, Michetti e Calenda.

“Diritto di conoscere e valutare”

«I cittadini hanno il diritto di poter conoscere e valutare tutti i candidati e i rispettivi programmi», così afferma Gilberto Trombetta, candidato sindaco di Riconquistare l’Italia e promotore dell’iniziativa, insieme a Elisabetta Canitano di Potere al Popolo, a
Margherita Corrado di Attiva Roma e a Monica Lozzi, Revoluzione Civica.

Candidati chiedono confronto sui programmi

I candidati alla carica di Sindaco di Roma di diversi piccoli partiti chiedono un dsiretto confronto sui programmi con Virginia Raggi, Roberto Gualtieri, Enrico Michetti e Carlo Calenda. Secondo gli altri candidari infatti, i quattro “big” si sarebbero fino ad oggi confrontati solamente tra di loro, tagliando fuori gli altri dal dibattito politico sulla futura amministrazione della Capitale.

“Atteggiamento che riduce la partecipazione”

“Un atteggiamento che riduce sensibilmente la partecipazione alla vita politica dei cittadini proprio durante un periodo nel quale dovrebbe essere invece la priorità. Un comportamento egoistico e politicamente scorretto, a cui devono porre rimedio anche i media, che sono tenuti a garantire il confronto tra candidati, cosa che fino ad oggi non hanno fatto”, recita il comunicato.

Doveroso conoscere tutti i candidati

I candidati proseguono ricordando come: “Nonostante non ci si trovi ancora nel periodo regolato dalle normative a tutela della par condicio elettorale, anche alla luce della rilevanza delle prossime elezioni amministrative, è doveroso offrire ai cittadini la possibilità di conoscere – e quindi valutare – programmi politici e amministrativi di tutti i candidati. Non solo attraverso i confronti diretti.

Intervento dell’AGCOM

I firmatari non hanno tutti i torti se il 9 luglio l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) si è vista costretta a intervenire emanando un atto di indirizzo per richiamare stampa, radio e tv “al rispetto dei principi a tutela della correttezza, completezza, imparzialità e pluralismo dell’informazione”.

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