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Vaccini Covid e Green pass, Simg fa il punto sulle esenzioni

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Vaccini
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Roma, 17 Ago – Sono ancora molte le domande sulle esenzioni dai vaccini Covid e la Simg prova a dare una risposta definitiva a tutte.

“Restano vivi alcuni interrogativi”

La Società italiana di Medicina generale e delle Cure primarie (Simg) ha realizzato un documento (consultabile qui), in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute, contenente tutte le informazioni utili ai medici di famiglia e a quelli vaccinatori, per rispondere ad alcune domande relative ai vaccini Covid. Infatti – si legge in una nota – “restano vivi alcuni interrogativi su come ci si debba comportare di fronte a casi particolari”, sui quali sono intervenute le circolari ministeriali del 4 e 5 agosto riguardanti il rilascio dei ‘certificati di esenzione alla vaccinazione anti-Covid-19’.

Fino al 30 settembre validi certificati regionali

“Con queste circolari – spiega la Simg – il ministero della Salute ha disciplinato l’adozione e il rilascio dei certificati di esenzione per coloro che, per condizioni cliniche specifiche e documentate, non possono ricevere la vaccinazione o completare il ciclo vaccinale e di coloro che hanno ricevuto il vaccino Reithera, anche al fine di ottenere la certificazione verde europea Covid-19. Quindi, temporaneamente e fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, sul territorio nazionale sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi sanitari regionali”.

Soggetti già protetti o in quarantena

“Vi sono delle condizioni – spiega la Simg – in cui è preferibile posticipare la vaccinazione e sono legate alla protezione già garantita dall’infezione: si tratta dei pazienti positivi ad almeno tre mesi dal primo tampone positivo e pazienti con Covid-19 che abbiano ricevuto terapia con anticorpi monoclonali laddove non siano trascorsi almeno tre mesi dal trattamento. Vi sono poi soggetti in quarantena per contatto stretto e soggetti con sintomi sospetti di Covid-19: in questi casi l’opportunità di vaccinazione avverrà alla fine della quarantena o successivamente al termine del percorso diagnostico”.

Malattia acuta severa non differibile

“A questi si aggiungono pazienti con malattia acuta severa non differibile (come un evento cardiovascolare acuto, epatite acuta, nefrite acuta, stato settico o grave infezione di qualunque organo/tessuto, condizione chirurgica maggiore, ecc.)”.

Ipersensibilità a principio attivo o eccipienti

La Società prosegue rendendo chiaro che: “In generale un vaccino non deve essere somministrato quando è presente una controindicazione tale che il rischio di reazioni avverse è maggiore dei vantaggi indotti dalla vaccinazione. La presenza di una controindicazione ad uno specifico vaccino non esclude la possibilità che possano essere somministrati altri vaccini disponibili. E come controindicazione specifica nei confronti di uno o più dei vaccini attualmente utilizzati in Italia, la Simg identifica l’ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti”.

In caso di reazione allergica grave

In caso di reazione allergica grave alla prima dose di un vaccino Covid-19 si può considerare la possibilità di utilizzare un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione.

No esenzione per gravidanza e allattamento 

La vaccinazione – proseguono – non è controindicata in gravidanza. La sindrome di Guillain-Barré è stata segnalata molto raramente dopo somministrazione di Vaxzevria e Janssen. E ancora: vi sono anche alcune false controindicazioni, che in quanto tali non danno diritto a certificato di esenzione. Tra le più comuni, l’allattamento non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione; le persone con storia di paralisi di Bell e i soggetti affetti da malattie autoimmuni possono ricevere qualsiasi vaccino autorizzato da Ema, così come i pazienti immunocompromessi e gli oncologici in corso di radio-chemioterapia, salvo specifiche controindicazioni.

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