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Legambiente, ecco i punti più inquinati del litorale romano

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Roma, 12 Ago – Litorale romano, ecco i punti più inquinati secondo Legambiente: molti sono in provincia di Roma, pesano le condizioni del Tevere.

Inquinamento cronico

La conferenza stampa che ha posto fine alle campagne 2021 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, ha portato alla luce le pessime condizioni in cui versano alcune aree litoranee del Lazio. Tra queste la maggior parte è dislocata lungo il territorio della Città Metropolitana di Roma, alcuni punti in particolare sono fortemente inquinati ormai da molti anni, tanto da poter parlare di inquinamento cronico.

Criticità alla foce di fiumi e canali

Le aree segnalate da Legambiente sono la foce del Marta a Tarquinia (VT), del canale all’altezza Via Crocetta a Pomezia (RM), del Fosso Grande ad Ardea (RM), dello Zambra a Cerveteri (RM), del Rio Vaccina a Ladispoli (RM) e del Rio Santacroce a Formia (LT). Sul Lago di Bolsena, a Montefiascone (VT) segnalato anche il punto alla foce del canale nei pressi del parco giochi sul lungolago.

La soluzione di Legambiente

“La mala depurazione e gli scarichi illegali restano il principale nemico del nostro mare e delle acque interne, come raccontano i nostri risultati – ha commentato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. Per Legambiente la soluzione ai problemi riscontrati sarebbe nell’attuazione le politiche di tutela e di sviluppo sostenibile legate all’intero sistema idrico. Al riguardo l’istituzione di un Ufficio di scopo per i Contratti di fiume rappresenterebbe una novità molto positiva della Regione Lazio.

Il ruolo del Tevere e del parco

Un aspetto che le analisi di Goletta evidenziano da almeno un decennio è la “forte concentrazione nell’area romana dove incide anche la qualità dell’acqua del Tevere” ha sottolineato Roberto Scacchi. La risposta per l’associazione ambientalista è semplice, lavorare cioè alla “realizzazione di un grande parco regionale del Tevere, per il quale esiste già una proposta di legge.

La creazione de parco potrebbe incidere in maniera straordinaria sull’intero sistema idrico della Capitale e di tutto il Lazio. Un progetto ambizioso che, unendo la salvaguardia con la valorizzazione dell’asta fluviale, finirebbe per avere ricadute positive anche sul litorale romano.

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